#STAMMIBENE

Consapevolezza, integrità e naturalezza sono gli ingredienti primeggianti di STAMMIBENE, il nuovo ed unico mercato con cucina, dedito alla continua ricerca della genuinità perduta, che ha da poco aperto i battenti nel centro di Bari.
Un mercato con ristobotteghe, ossia variegati punti ristoro dove degustare ciò che di più sano e gustoso si può ottenere da prodotti locali e stagionali, a filiera corta e controllata, nell’arco dell’intera giornata.
Le freschissime ed espresse proposte culinarie abbracciano infatti ogni singola fascia oraria, spaziando da dolci fatti come in casa per la colazione, inzuppati in un espresso fatto a regola d’arte, nel latte o in bevande “a base di”, a spuntini veloci e naturali anche take-away, ad aperitivi sostanziosi e sostanziali, sino a giungere ai prelibati piatti bilanciati della tradizione mediterranea, rivisitati in chiave contemporanea, coloriti e colorati da una giusta dose di spezie, serviti a pranzo e a cena.
Il tutto contornato da un ambiente accogliente che trasuda freschezza, che vive e respira avvolto come è da un design sostenibile, armonico ed innovativo. Insomma ogni genere di comfort food desiderabile, addentato in un’adorabile comfort zone.
Atmosfera, arredamento, servizi, menú e prodotti sono stati pensati da un’agguerrita ciurma di ben 100 Ambasciatori del Gusto (di cui io stessa sono orgogliosamente onorata di far parte), provenienti da ogni parte d’Italia, che hanno annaffiato con copiose ispirazioni il primordiale seme di Stammibene.
Il mercato è progettato dal basso, ideato da chi lo userà e realizzato da un formidabile staff composto da 40 persone coordinate dal direttore Alessandro Milella, dall’executive chef Antonio Scalera e da Francesca Mosele che ha progettato l’anima di bar e cantina, che ha saputo apparecchiare con maestria i sogni di ogni fruitore su di un tavolo fatto di concrete visioni divenute presto realtà. Proprio come il Pratavolo, tavolo con un piano d’appoggio realizzato con vera e propria erba, pronto a dare l’illusione di un picnic nel parco anche tra le mura della città consolidata. O Aromantica, un’orto verticale costituito da erbe aromatiche che inondano le narici degli avventori in procinto di entrare nel mercato. E poi c’è Legumi & Legami, una zona dove è possibile scegliere tra legumi, semi e cereali antichi, percorrendo un fiume sotterraneo fatto proprio di legumi, semi e cereali antichi; Spezie dal mondo, punto in cui è possibile annusare e scegliere tra profumate e saporite spezie internazionali; Cucina Visiva, corner dove le prelibate pietanze stagionali, regionali con incursioni internazionali, a base di ingredienti autentici e naturali, vengono preparate sotto i vostri occhi curiosi e affamati. Ampia la scelta di vini naturali selezionati, riposti su di una colma scaffalatura dal nome Bere Bene, da degustare in accompagnamento al cibo gourmet.
In questo incedere lento e gradevole, lambendo i cinque sensi, tra dolce e salato, infusi, the, confetture, miele e prodotti naturali dedicati alla cura del corpo, si giunge alla sala ravvivata da un’avvolgente parete vegetale, che dona sempre a portata di naso una fresca ventata di ossigeno e che invoglia a soffermarsi dinanzi il vicino Alfabeto del Gusto, abaco dettagliato degli ingredienti di stagione che è possibile assaporare al mercato.

Seminando queste briciole di fantasia e di estrema bontà, è possibile mangiare bene senza rinunciare al gusto, in città come in campagna.

STAMMIBENE
Via Nicolai 31, Bari
Aperto tutti i giorni | 7.30 – 23.00

Un nuovo posto del cuore, nel cuore di Bari. Perché “uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene se non ha mangiato bene“.

 

[ Le foto sono un racconto visivo di quel girotondo di abbracci e di sapori avvenuto durante la cena di noi Ambasciatori del Gusto ]

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#STAMMIBENE

#SALENTO DA MANGIARE

Dai, lo so che molti, anzi troppi, di voi quest’estate si crogioleranno sulle spiagge del meraviglioso Salento.
Ma questo l’ho già detto l’anno scorso in un post in cui vi davo qualche ispirazione su dei luoghi emblematici ed imperdibili di questa meravigliosa terra.
Ora è giunto il momento di consigliarvi dove gustare le migliori prelibatezze del posto.
Perché se Caparezza vi “consigliava” di venire a ballare in Puglia, io invece vi straconsiglio di venire a mangiare in Puglia!
Il Salento mica è solo spiaggia e divertimento!
Bagnato da dolci e fresche acque, il tacco d’Italia è permeato da sapori genuini, semplici ed essenziali della dieta mediterranea, con piatti abbondanti che non badano alle calorie.
E’ quindi d’obbligo una maratona gastronomica, piacevole intermezzo tra la salsedine ed i granelli di sabbia.
Ecco dove condire con tanto sapore, con una buona dose di tradizione e con un pizzico di creatività la vostra vacanza nel sud della Puglia:

 
• AVIO BAR

 
via XXV Luglio 16, Lecce

 
Come iniziare al meglio una calda giornata di mezza estate se non con un fresco caffè leccese? Espresso bollente gettato di getto su di un letto di latte di mandorla, in un bicchiere colmo di cubetti di ghiaccio.
Qui all’Avio bar, dove il caffè è rigorosamente Quarta qualità Avio, appunto, ci aggiungono, a coronamento di questo espresso già perfetto così, una fresca spuma di caffè shakerato al momento. Ed ecco servito il più bel buongiorno salentino che ogni vacanziere possa desiderare.

 

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• PASTICCERIA FRANCHINI

 

via S. Lazzaro 36, Lecce

 

Il rustico, quello vero, quello leccese, con friabile pasta sfoglia unta al punto giusto, con succulento pomodorino a pezzettoni, filante mozzarella fresca e strabordante besciamella leggermente pepata, incarna la perfezione in questo piccolo bar nel centro di Lecce.
Da gustare in ogni momento della giornata.

 

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• BROS’

 
via degli Acaya 2, Lecce

 
Per le vie del centro, a due passi da piazza Sant’Oronzo, tra baretti e fastfood locali popolati prevalentemente di notte, brilla di luce propria questo ristorante ambito e riverito, fiore all’occhiello della Lecce bene, pretenziosa e avanguardista.
Qui, in un ambiente dal design minimal e glabro, prende forma e gusto una cucina gourmet, ricercata e sperimentale, dove l’innovazione è l’ingrediente principale di ogni singolo piatto, dove la ricerca è il condimento essenziale di ogni portata in continua evoluzione.
I giovanissimi ed intraprendenti fratelli Pellegrino, dopo un susseguirsi di esperienze internazionali e non, posano questa pietra miliare sullo sfondo di un panorama gastronomico salentino fatto di pura dedizione alla tradizione. Circondati da un creativo team estremamente giovane, dedito e determinato, captano il futuro e lo imprimono in questo angolo di alta cucina contemporanea.
Durante quest’avventura culinaria, percorrendo i meandri di un’estasi sensoriale, si vive una vera e propria esperienza mistica che parte dagli occhi, sprofonda nello stomaco e raggiunge il cuore.
Perché “l’essenziale è visibile al gusto”.

 

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• CANTINA DON CARLO

 
via S. Antonio 10, San Pietro in Lama (LE)

 
Ampio e accogliente, con un giardino interno davvero delizioso, ornato da blocchi di tufo, alberelli, un pozzo e tante lucine, vanta anche piatti davvero deliziosi, accuratamente riportati su di un menù altrettanto ampio. Si piò scegliere tra antipasti, primi o secondi di mare o di terra e, nell’indecisione, azzeccata sarebbe la scelta di optare per la loro notevole pizza, tonda o al metro. Le pietanze sono semplici e abbondanti, con una dovizia di condimento.
Per concludere in dolcezza ed in freschezza, non si può non assaggiare uno spumone artigianale, gelato arricchito tipico del Salento, declinato in vari gusti. Lodevole quello al pistacchio, variante apprezzata del più tradizionale alla nocciola.

 

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• ASCALONE

 
via Vittorio Emanuele 17, Galatina (LE)

 
Fu proprio il signor Ascalone ad ideare, nel lontano 1740, il pasticciotto, dolce tipico della tradizione salentina composto da una base di frolla impastata con lo strutto ripiena da abbondante crema pasticciera compatta. Questa ricetta, antichissima e ben custodita, è stata tramandata per ben 10 generazioni, per far giungere sua maestà Pasticciotto illibato nella sua fragrante genuinità sino ai giorni nostri.
Affondando i denti sulla sua superficie crepata e leggermente brustolita, nell’ascensione dalla croccantezza della pasta alla sofficiezza della calda crema interna, si può godere di un gusto semplice eppur idilliaco. Tradizionale è anche la pasticceria, dove molti arredi antichi sono altrettanto ben custoditi, essendo rimasti intatti o quasi nello scorrere del tempo. Ipnotica è la cassa manuale, rimasta proprio come un tempo, come la ricetta del vero pasticciotto che solo qui si può trovare. Ineguagliabile.

 

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Foto da http://www.dissapore.com

 

• TOP ORANGE

 
Piazza Sandro Pertini 3, Zollino (LE)

 
In pochi sanno che il Salento, in fatto di dolci, non è solo pasticciotto.
Nel vicino 1990 un pasticciere dell’entroterra ha ben pensato di brevettare un nuovo dolce composto da un’armonia di ingredienti che si sgretolano ad ogni singolo morso, fondendosi in un allegoria di sapori indissolubili. Cioccolato raffinato dentro e fuori, pasta di mandorle, croccante di mandorle e nocciole tostate, il tutto annegato
in cuore morbido di crema di nocciole. Ecco a voi la Sibilla, dolce piccolo ma intenso, nato e cresciuto a Zollino. Diffidate dalle imitazioni.

 

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• PASTICCERIA DENTONI

 
via Matteotti, Torre dell’Orso | Melendugno (LE)

 
Prima di tuffarsi nell’azzurro immenso del mare che lambisce la spiaggetta affollata di Torre dell’Orso, è bene assaggiare quella favola che si chiama Torta Crepes di Dentoni. Ogni morso racconta di una magia: quella del matrimonio tra una delicata crema pasticciera interna, che si insinua prepotente tra sottili sfoglie di crepes, ed un’intensa crema di nocciole esterna. Torta da mozzare il fiato, così come il panorama che si può godere dalla terrazza del bar. Da non sottovalutare la rosticceria.

 

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• IL BASTIONE

 
Riviera Nazario Sauro 28, Gallipoli (LE)

 

Il nome la dice lunga su questo ristorante: sorge infatti su di uno dei bastioni racchiusi tra le mura del centro storico gallipolino. L’incantevole vista panoramica va a braccetto con un’incantevole cucina, volta ad esaltare ed enfatizzare ogni singolo piatto della gastronomia del sud. E, con lo sguardo rivolto verso un mar Jonio che appare infinito, si assaporano semplici prelibatezze locali, accuratamente preparate, che danno l’illusione di ingoiare strascichi saporiti di quel mare lì.

 

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• SCAFUD MARE

 
via Carlo Muzio 23, Gallipoli (LE)

 
Sino a qualche anno fa anche il solo pensiero di mangiare un panino farcito con del pesce faceva quasi rabbrividire. Oggi invece pare sia molto in voga gustare o degustare panini pieni o strapieni di pesce. E non poteva mancare nella Perla dello Ionio un posto dove poter mangiare i freschi frutti del mare gallipolino racchiusi all’interno di un panino. Ecco che nasce Scafud Mare, new entry nel panorama degli
innumerevoli ristoranti del centro storico. Una sorta di luminarie a forma di pesce (ovviamente) rivestono le pareti interne ed esterne di questo piccolo localino dove si ricongiungono le delizie e le conserve di questa terra, come gli immancabili pomodori secchi, il patè di olive nere locali, le cime di rapa, la burrata e chi più ne ha più ne metta, con la freschezza del pescato del giorno e non solo. Gradevoli accostamenti, che spesso giocano d’azzardo, si fondono con il sapore del mare ad ogni singolo morso. Da provare il panino con la salsiccia di pesce spada. Si, avete capito bene.

 

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• IL CHIOSCO | alias FERRUCCIO

 
Lungomare Galileo Galilei, Gallipoli (LE)

 
Di tipico c’è ben poco, ma più passa il tempo e più si afferma nell’immaginario culinario salentino di ognuno di noi. Sembra il classico “paninaro” senza pretese, un po’ più ripulito e stilizzato, ma in realtà è ormai da anni sinonimo di qualità e di garanzia. Un panino tondo, leggermente scaldato per renderlo croccante, su cui si adagiano lattuga, rucola, fette di pomodori, patatine fritte, ketchup, maionese e, a scelta, salsiccia dolce o piccante, hamburger, porchetta, affettati vari, coronati ovviamente da una fettona di formaggio caldo e filante.
Questa è la versione “completa” del panino protagonista di questo chiosco. Ovviamente sono possibili altre varianti, con sottrazione o addizione di questi o di altri ingredienti. Semplice ma mai banale, calorico ma mai respinto, strabordante ma mai lasciato, stupisce per l’incredibile maniera in cui questi condimenti piuttosto sempliciotti riescono ad amalgamarsi, conducendo le papille gustative in uno stato di estasi.

 

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BUBBA BAR

 
Strada Provinciale 215, Mancaversa | Taviano (LE)

 
Un burger di qualità con contaminazioni locali, che spaziano dalla farcitura del panino alle birre artigianali prodotte in loco (e non), come solo il Salento meritava di avere. Un piatto da fastfood d’oltre oceano, se mangiato qui e come lo fanno qui, dà quasi l’illusione di essere autoctono. Le dimensioni sono generose, gli ingredienti sono di alta qualità, la carne è succulenta e saporita e c’è la possibilità di scegliere tipi di animali diversi (passatemi il termine, i vegetariani e vegani non
me ne vogliano).

 

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• SCIAMU MOI

 
via Mariana Albina 94, Alezio (LE)

 
I proprietari, di una gentilezza estrema, sono giunti dal nord in questo piccolo e tranquillo paesello salentino, dopo aver subito un innamoramento per questa terra, pronti a portare una ventata d’innovazione gourmet nei piatti tradizionali. E così gli ingredienti freschi e locali trasmutano in una tavolozza di colori e di sapori che, straordinariamente combinati tra loro, creano un quadro commestibile, bello da vedere ma soprattutto buono da mangiare. Dal gusto non convenzionale ma strepitosamente gradevole.

 

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• LA MARRUZZELLA

 

Riviera Colombo, Lido Conchiglie | Gallipoli (LE)

 
Rude, cafone, sciatto, senza pretese, senza lode, ma tanto tipico, semplice e buono. E’ proprio qui, a pochi passi da un mare spumeggiante, che numerosi avventori si affollano e si accodano già dalla tarda mattinata o dal tardo pomeriggio, pronti ad attendere un
tavolo di plastica ma vista mare, con sedie labili ma comode, su cui verranno serviti crudi di mare, frutti di mare, fritti di mare, primi di mare, secondi di mare, assieme ad una sgorgante quantità di vino becero ma gustoso, bianco e ghiacciato. A La Marruzzella ci si sente come a casa, comodamente seduti in terrazza o in veranda, in un informale pasto tra amici.

 

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• BARRUECO 

 
via Cantù 46, Santa Caterina | Nardò (LE)

 
Chi pensa che la pizza coi fiocchi si può gustare solo a Napoli e dintorni, evidentemente non ha mai avuto il piacere di assaggiare la pizza del Barrueco. Altamente digeribile, prodotta e condita con ingredienti di qualità, vi sorprenderà per la sua estrema bontà. Da mangiare fritta a tocchetti con una cascata di ingredienti locali addosso, o classica e tonda, magari condita con prodotti tradizionali come i pomodori secchi, i pomodorini “schiattati”, la burrata, il capocollo di Martina Franca.
Da non sottovalutare però, nell’indecisione, un’appetitosa impepata di cozze o uno spaghetto sempre con le cozze.
Gradevole è anche il locale, con tavolini posti all’aperto sullo sfondo di una vista mare mozzafiato, con lucine, panche in legno e paglia pendente dalla copertura del gazebo.
Lunga potrebbe essere l’attesa di un tavolo, essendo il locale sempre affollato, e per ammazzare il tempo non perdete occasione di divorare a piccoli sorsi il loro strepitoso mojito fatto solo come Dio comanda, dove di pestato c’è anche il ghiaccio (frantumato rumorosamente a mano dai barman con una sorta di martello di legno). Eccovi servita una perfetta cena nel bel mezzo di un’estate che incalza.

 

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• FARMACIA DEI SANI

 
Piazza del Popolo 14, Ruffano (LE)

 
A conduzione familiare, dei giovani fratelli sono riusciti a creare un ambiente di nicchia, dove gustare piatti raffinati e ricercati che revisionano magistralmente la gastronomia tradizionale, il tutto abbinato ad un’ottima cantina di vini locali. Si assapora una decostruzione della cucina locale, una ricongiunzione di ingredienti comunemente antitetici, un’esaltazione di sapori sperimentali. Ogni singolo piatto servito sa di novità. La cura dei dettagli e la perfezione di ogni tipo di cottura ne fanno uno dei più ambiti ristoranti del Salento. Da non perdere la loro Anarchia di cioccolato, elegantemente preparata al tavolo, con annessa accurata spiegazione del processo di preparazione.

 

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• LE STANZIE

 
Strada Provinciale 362 (km 32,9), Supersano (LE)

 

Se si immagina il Salento, quello fatto di terra rossa ed arsa dal sole, di foglie al vento di enormi ulivi secolari, di quel verde ostinato dei fichi d’india e dei filari di vite, di muretti a secco e coperture in cannucciato, beh, forse lo si immagina così come lo si trova racchiuso all’interno dell’esterno di questa tipica masseria. Datata e quasi illibata, incarna appieno il canone estetico di quel che la tradizione salentina porta dietro di se. Tutto quel che si mangia, dalla verdura alla frutta, dall’olio al pane, in un menù fisso ma in divenire, che varia quotidianamente in base al raccolto del giorno, proviene dalla terra che vi troverete di fronte ai vostri occhi.
La cucina casareccia, quella fatta come solo le nostre nonne sanno fare, è la protagonista indiscussa di questo massria-agriturismo-azienda agricola, dove è anche possibile dormire.

 

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• FRIGGITORIA ISOLA DEL SOLE

 

via Panoramica, Castro (LE)

 
Fronte mare, spartano ed essenziale, con prezzi contenuti, ma soprattutto con una vasta scelta di frutti di mare e pesce fresco a portata di bocca e di tasca, a portata di tutti. Gettonato nelle calde sere d’estate, è letteralmente preso d’assalto da turisti e autoctoni che si appropinquano ad un’intensa abbuffata di pesce, sulla scogliera selvaggia di Castro marina.

 

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Ritornerete così con un bagaglio culinario arricchito, dopo quest’avanscoperta in terre pugliesi, e, sicuramente, anche con qualche kilogrammo di troppo, ma state pur certi che saranno kilogrammi di adiposa e genuina felicità!

#SALENTO DA MANGIARE

#Salento e sono contento

Dai, lo so che molti, anzi troppi, di voi quest’estate si crogioleranno sulle spiagge del meraviglioso Salento. Ammettetelo pure. E come darvi torto!

Il sole imbrunisce quieto la pelle, il mare cristallino, di quell’azzurro indescrivibile, così puro che pare quasi impercettibile allo sguardo, rigenera, con il dondolio delle sue fresche acque, corpo, mente e cuore; la candida sabbia dorata, raffinata ed insinuosa, bolle debole sotto i piedi. Il mediterraneo splende pacato e si dilunga su piccoli paesi che profumano di iodio, di sale e di semplicità. Il mare è bello, la gente è brava, il cibo è buono.

Da nativa del posto ecco una selezione di alcuni imperdibili luoghi da visitare.

Lecce. Cuore nevralgico del Salento, punto di arrivo e di partenza per molti, è la Firenze del sud, capitale del barocco leccese, scenario senza tempo dove la locale pietra calcarea assume dinamiche e organiche sembianze, in un amplesso di forme naturali, tortuose, bizzarre. Tra architetture barocche, resti di architetture romane, tetti piani e campanili irti, trionfano anche i sapori della tradizione in una cucina che racchiude tutto il mediteranneo, caldo e saporito rustico leccese incluso.

Dopo questa tappa obbligata, nel proseguire della discesa verso il tacco d’Italia meritano una visita la città di Galatina, che ostenta architetture più pacate ma pur sempre fascinose, dove tra le vie del centro storico potrete gustare il famoso pasticciotto di Ascalone, l’originale e inimitabile dolce salentino, e la città di Nardò, che offre un centro storico davvero incantevole. Rotolando verso sud arriverete ad immergervi nelle splendide acque di Punta Prosciutto per poi sbarcare a Porto Cesareo, meraviglia del Salento, con spiagge dorate e mare mozzafiato che si insinua tra la costa sinuosa e le torri robuste. Imperdibile è la piccola isola dei conigli, raggiungibile via barca o anche a piedi, via mare, se una bassa marea lo concede, vera oasi di pace e di felicità. Naturale prosecuzione sono le coste aride e rocciose di Porto Selvaggio, tra fichi d’India e arida e piatta terra rossa, di Santa Caterina, bella di giorno e fantastica di sera, e di Santa Maria al Bagno, dove potete ammirare le quattro colonne, ossia quel che resta di un antico edificio. E passando per Lido Conchiglie e Rivabella, si giunge finalmente a Gallipoli, con questa coast to coast che dà spettacolo. La perla dello Ionio si staglia in tutto il suo splendore, padrona di un mare che non conosce rivali. Partite dalla litoranea, spaparanzatevi in spiaggia, raffrescatevi in mare, e dopo una frisa al pomodoro ed un caffè in ghiaccio, rilassatevi per caricarvi ad affrontare uno dei numerosi aperitivi sulla spiaggia. Per cominciare bevete un fresco cocktail sulla terrazza del lido Zen. E poi concedetevi pure due salti tra gocce di sudore e fiumi di alcool al Samsara, con la musica “a palla” sotto un sole rovente, aspettando il calar delle tenebre e l’impennata della libido. Se vi strazia tutta questa mondanità, dirigetevi al Porto di Gallipoli, dove potrete assistere allo sbarco delle paranze e all’asta per la vendita del pescato del giorno. Lì nei pressi, al mercato del pesce, potrete gustare frutti di mare crudi appena pescati, sorseggiando un fresco bicchiere di vino bianco. Passeggiando lungo le mura del centro storico, potete calare nella piccola spiaggetta della purità, per un tuffo al tramonto insieme ad un sole infuocato che si tuffa più a largo. Scorgerete la vicina isola di S. Andrea, con il suo faro lampeggiante, che potrete ammirare da vicino tramite un’escursione in barca. E poi perdetevi tra i vicoletti tortuosi della città vecchia, ammirate le caratteristiche corti, assaporate l’odore del mare profuso e privo di interruzione, senza dimenticare di visitare lo splendido castello Angioino, l’antico frantoio e la cattedrale, e di assaporare la cucina locale a base di pesce fresco in uno dei tanti suggestivi ristorantini che troverete lungo il vostro percorso. Per concludere la serata un drink nel design raffinato del Blanc e poi a ballare di nuovo in spiaggia o nell’elegante Rio Bo, oppure ad ascoltare musica live al Parco Gondar o al Cotriero, in riva al mare.

La punta del tacco d’Italia sembra ancora un miraggio ma andando giù in fondo, dopo un bagno rigenerante nelle acque idilliache di Punta della Suina, ammirerete i paesini e le marine che si destreggiano su di una costa rocciosa e frastagliata, con particolari e sui generis ville settecentesche che, con colori accesi e decorazioni a volte estreme addossate su profili dalle linee pure, caratterizzano la litoranea. E passando per Mancaversa, Torre Suda, Torre S.Giovanni sino a sguazzare in quel lembo di spiaggia più conosciuto come le Maldive del Salento, arriverete finalmente nella tranquilla chicca della penisola salentina: S.Maria di Leuca. Un pronunciato promontorio con un vistoso faro ed una austera ma maestosa basilica, primeggiano e sovrastano due mari eccezionali veramente, il mar Ionio ed il mare Adiatriaco, che qui si incontrano e si confondono, sconfinando quella linea immaginaria che gli separa, protraendosi dalla punta della scogliera. Salendo quel numero smisurato di gradini, si raggiunge la vetta e si resta a bocca aperta davanti a quel panorama mozzafiato, davanti a cotanta natura selvaggia, davanti ad un orizzonte sconfinato.

E’ giunto il momento di esplorare la costa adiatriaca, risalendo la penisola dal lato opposto, e rimembrando una litoranea ionica da incanto. Ecco l’adrenalinico ponte Ciolo che, alto e superbo, sovrasta un mare dove i più temerari improvvisano tuffi estremi. E poi ecco la fantastica e storica discoteca sul mare Gibò, dove vale la pena fare due salti a ritmo di musica per dare ancora più brio ad una serata vacanziera. Passando per Castro, piccolo e adorabile paese incastonato nella roccia, per le antiche grotte della Zinzulusa, per Santa Cesarea Terme, dove scogliere a picco primeggiano un mare da favola e dove le innovative biopiscine dello stabilimento balneare 19 Summer Club registrano quasi ogni giorno il tutto esaurito, si approda nella romantica Otranto, fraterna rivale della diametralmente opposta Gallipoli. Piccola e discreta, stupisce con l’elegante fascino del suo centro storico, con la forza del suo castello, con il dominio del suo mare. Ottimo contorno sono i laghi Alimini, le rosse e marziane cave di bauxite e la prospiciente baia dei Turchi, dove la macchia mediterranea trionfa.

Prima di abbondonare questo paradisdo naturale che la splendida cornice del Salento vi offre, non dimenticate di fare un’immersione tra le scogliere sproloquianti di Torre dell’Orso e di ballare salterellando sulle note della travolgente pizzica e taranta, con un tamburello in mano, lasciandovi andare in un moto perpetuo che vi coinvolgerà attraversendo l’entroterra salentino, tra i paesi della grecìa, come, il più noto tra tutti, Melpignano.

E dopo aver salpato virtualmente acque e terre del profondo Sud, con un immaginario fomentato da parole che non rendono giustizia, non vi resta che viverlo, questo Sud, in tutto il suo magico splendore.

Un tuffo dove l’acqua è più blu, e tanto altro in più!
E poi il solo caffè in ghiaccio con latte di mandorla, sorseggiato per meglio deglutire un fragrante pasticciotto con compatta crema bollente, vale la visita.

 

#Salento e sono contento

Col bianco tuo candor, #Ostuni 

Bianco candore, sgomento e stupore;

spiragli di sole tra gocce di sudore.

Tra salita e discesa

la voglia non si è arresa.

Scale usurate dal vento

e da un sole che non si è mai spento,

che leviga architetture di pietra

in questa città che mai par tetra.

Strade percorse da genti diverse

con tortuose traiettorie terse.

Fan da cornice sterminate distese di ulivi verdi

e tra tutta quella terra rossa spesso lo sguardo perdi.

Salento. E sono contento

 

Col bianco tuo candor, #Ostuni