#SALENTO DA MANGIARE

Dai, lo so che molti, anzi troppi, di voi quest’estate si crogioleranno sulle spiagge del meraviglioso Salento.
Ma questo l’ho già detto l’anno scorso in un post in cui vi davo qualche ispirazione su dei luoghi emblematici ed imperdibili di questa meravigliosa terra.
Ora è giunto il momento di consigliarvi dove gustare le migliori prelibatezze del posto.
Perché se Caparezza vi “consigliava” di venire a ballare in Puglia, io invece vi straconsiglio di venire a mangiare in Puglia!
Il Salento mica è solo spiaggia e divertimento!
Bagnato da dolci e fresche acque, il tacco d’Italia è permeato da sapori genuini, semplici ed essenziali della dieta mediterranea, con piatti abbondanti che non badano alle calorie.
E’ quindi d’obbligo una maratona gastronomica, piacevole intermezzo tra la salsedine ed i granelli di sabbia.
Ecco dove condire con tanto sapore, con una buona dose di tradizione e con un pizzico di creatività la vostra vacanza nel sud della Puglia:

 
• AVIO BAR

 
via XXV Luglio 16, Lecce

 
Come iniziare al meglio una calda giornata di mezza estate se non con un fresco caffè leccese? Espresso bollente gettato di getto su di un letto di latte di mandorla, in un bicchiere colmo di cubetti di ghiaccio.
Qui all’Avio bar, dove il caffè è rigorosamente Quarta qualità Avio, appunto, ci aggiungono, a coronamento di questo espresso già perfetto così, una fresca spuma di caffè shakerato al momento. Ed ecco servito il più bel buongiorno salentino che ogni vacanziere possa desiderare.

 

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• PASTICCERIA FRANCHINI

 

via S. Lazzaro 36, Lecce

 

Il rustico, quello vero, quello leccese, con friabile pasta sfoglia unta al punto giusto, con succulento pomodorino a pezzettoni, filante mozzarella fresca e strabordante besciamella leggermente pepata, incarna la perfezione in questo piccolo bar nel centro di Lecce.
Da gustare in ogni momento della giornata.

 

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• BROS’

 
via degli Acaya 2, Lecce

 
Per le vie del centro, a due passi da piazza Sant’Oronzo, tra baretti e fastfood locali popolati prevalentemente di notte, brilla di luce propria questo ristorante ambito e riverito, fiore all’occhiello della Lecce bene, pretenziosa e avanguardista.
Qui, in un ambiente dal design minimal e glabro, prende forma e gusto una cucina gourmet, ricercata e sperimentale, dove l’innovazione è l’ingrediente principale di ogni singolo piatto, dove la ricerca è il condimento essenziale di ogni portata in continua evoluzione.
I giovanissimi ed intraprendenti fratelli Pellegrino, dopo un susseguirsi di esperienze internazionali e non, posano questa pietra miliare sullo sfondo di un panorama gastronomico salentino fatto di pura dedizione alla tradizione. Circondati da un creativo team estremamente giovane, dedito e determinato, captano il futuro e lo imprimono in questo angolo di alta cucina contemporanea.
Durante quest’avventura culinaria, percorrendo i meandri di un’estasi sensoriale, si vive una vera e propria esperienza mistica che parte dagli occhi, sprofonda nello stomaco e raggiunge il cuore.
Perché “l’essenziale è visibile al gusto”.

 

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• CANTINA DON CARLO

 
via S. Antonio 10, San Pietro in Lama (LE)

 
Ampio e accogliente, con un giardino interno davvero delizioso, ornato da blocchi di tufo, alberelli, un pozzo e tante lucine, vanta anche piatti davvero deliziosi, accuratamente riportati su di un menù altrettanto ampio. Si piò scegliere tra antipasti, primi o secondi di mare o di terra e, nell’indecisione, azzeccata sarebbe la scelta di optare per la loro notevole pizza, tonda o al metro. Le pietanze sono semplici e abbondanti, con una dovizia di condimento.
Per concludere in dolcezza ed in freschezza, non si può non assaggiare uno spumone artigianale, gelato arricchito tipico del Salento, declinato in vari gusti. Lodevole quello al pistacchio, variante apprezzata del più tradizionale alla nocciola.

 

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• ASCALONE

 
via Vittorio Emanuele 17, Galatina (LE)

 
Fu proprio il signor Ascalone ad ideare, nel lontano 1740, il pasticciotto, dolce tipico della tradizione salentina composto da una base di frolla impastata con lo strutto ripiena da abbondante crema pasticciera compatta. Questa ricetta, antichissima e ben custodita, è stata tramandata per ben 10 generazioni, per far giungere sua maestà Pasticciotto illibato nella sua fragrante genuinità sino ai giorni nostri.
Affondando i denti sulla sua superficie crepata e leggermente brustolita, nell’ascensione dalla croccantezza della pasta alla sofficiezza della calda crema interna, si può godere di un gusto semplice eppur idilliaco. Tradizionale è anche la pasticceria, dove molti arredi antichi sono altrettanto ben custoditi, essendo rimasti intatti o quasi nello scorrere del tempo. Ipnotica è la cassa manuale, rimasta proprio come un tempo, come la ricetta del vero pasticciotto che solo qui si può trovare. Ineguagliabile.

 

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Foto da http://www.dissapore.com

 

• TOP ORANGE

 
Piazza Sandro Pertini 3, Zollino (LE)

 
In pochi sanno che il Salento, in fatto di dolci, non è solo pasticciotto.
Nel vicino 1990 un pasticciere dell’entroterra ha ben pensato di brevettare un nuovo dolce composto da un’armonia di ingredienti che si sgretolano ad ogni singolo morso, fondendosi in un allegoria di sapori indissolubili. Cioccolato raffinato dentro e fuori, pasta di mandorle, croccante di mandorle e nocciole tostate, il tutto annegato
in cuore morbido di crema di nocciole. Ecco a voi la Sibilla, dolce piccolo ma intenso, nato e cresciuto a Zollino. Diffidate dalle imitazioni.

 

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• PASTICCERIA DENTONI

 
via Matteotti, Torre dell’Orso | Melendugno (LE)

 
Prima di tuffarsi nell’azzurro immenso del mare che lambisce la spiaggetta affollata di Torre dell’Orso, è bene assaggiare quella favola che si chiama Torta Crepes di Dentoni. Ogni morso racconta di una magia: quella del matrimonio tra una delicata crema pasticciera interna, che si insinua prepotente tra sottili sfoglie di crepes, ed un’intensa crema di nocciole esterna. Torta da mozzare il fiato, così come il panorama che si può godere dalla terrazza del bar. Da non sottovalutare la rosticceria.

 

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• IL BASTIONE

 
Riviera Nazario Sauro 28, Gallipoli (LE)

 

Il nome la dice lunga su questo ristorante: sorge infatti su di uno dei bastioni racchiusi tra le mura del centro storico gallipolino. L’incantevole vista panoramica va a braccetto con un’incantevole cucina, volta ad esaltare ed enfatizzare ogni singolo piatto della gastronomia del sud. E, con lo sguardo rivolto verso un mar Jonio che appare infinito, si assaporano semplici prelibatezze locali, accuratamente preparate, che danno l’illusione di ingoiare strascichi saporiti di quel mare lì.

 

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• SCAFUD MARE

 
via Carlo Muzio 23, Gallipoli (LE)

 
Sino a qualche anno fa anche il solo pensiero di mangiare un panino farcito con del pesce faceva quasi rabbrividire. Oggi invece pare sia molto in voga gustare o degustare panini pieni o strapieni di pesce. E non poteva mancare nella Perla dello Ionio un posto dove poter mangiare i freschi frutti del mare gallipolino racchiusi all’interno di un panino. Ecco che nasce Scafud Mare, new entry nel panorama degli
innumerevoli ristoranti del centro storico. Una sorta di luminarie a forma di pesce (ovviamente) rivestono le pareti interne ed esterne di questo piccolo localino dove si ricongiungono le delizie e le conserve di questa terra, come gli immancabili pomodori secchi, il patè di olive nere locali, le cime di rapa, la burrata e chi più ne ha più ne metta, con la freschezza del pescato del giorno e non solo. Gradevoli accostamenti, che spesso giocano d’azzardo, si fondono con il sapore del mare ad ogni singolo morso. Da provare il panino con la salsiccia di pesce spada. Si, avete capito bene.

 

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• IL CHIOSCO | alias FERRUCCIO

 
Lungomare Galileo Galilei, Gallipoli (LE)

 
Di tipico c’è ben poco, ma più passa il tempo e più si afferma nell’immaginario culinario salentino di ognuno di noi. Sembra il classico “paninaro” senza pretese, un po’ più ripulito e stilizzato, ma in realtà è ormai da anni sinonimo di qualità e di garanzia. Un panino tondo, leggermente scaldato per renderlo croccante, su cui si adagiano lattuga, rucola, fette di pomodori, patatine fritte, ketchup, maionese e, a scelta, salsiccia dolce o piccante, hamburger, porchetta, affettati vari, coronati ovviamente da una fettona di formaggio caldo e filante.
Questa è la versione “completa” del panino protagonista di questo chiosco. Ovviamente sono possibili altre varianti, con sottrazione o addizione di questi o di altri ingredienti. Semplice ma mai banale, calorico ma mai respinto, strabordante ma mai lasciato, stupisce per l’incredibile maniera in cui questi condimenti piuttosto sempliciotti riescono ad amalgamarsi, conducendo le papille gustative in uno stato di estasi.

 

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BUBBA BAR

 
Strada Provinciale 215, Mancaversa | Taviano (LE)

 
Un burger di qualità con contaminazioni locali, che spaziano dalla farcitura del panino alle birre artigianali prodotte in loco (e non), come solo il Salento meritava di avere. Un piatto da fastfood d’oltre oceano, se mangiato qui e come lo fanno qui, dà quasi l’illusione di essere autoctono. Le dimensioni sono generose, gli ingredienti sono di alta qualità, la carne è succulenta e saporita e c’è la possibilità di scegliere tipi di animali diversi (passatemi il termine, i vegetariani e vegani non
me ne vogliano).

 

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• SCIAMU MOI

 
via Mariana Albina 94, Alezio (LE)

 
I proprietari, di una gentilezza estrema, sono giunti dal nord in questo piccolo e tranquillo paesello salentino, dopo aver subito un innamoramento per questa terra, pronti a portare una ventata d’innovazione gourmet nei piatti tradizionali. E così gli ingredienti freschi e locali trasmutano in una tavolozza di colori e di sapori che, straordinariamente combinati tra loro, creano un quadro commestibile, bello da vedere ma soprattutto buono da mangiare. Dal gusto non convenzionale ma strepitosamente gradevole.

 

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• LA MARRUZZELLA

 

Riviera Colombo, Lido Conchiglie | Gallipoli (LE)

 
Rude, cafone, sciatto, senza pretese, senza lode, ma tanto tipico, semplice e buono. E’ proprio qui, a pochi passi da un mare spumeggiante, che numerosi avventori si affollano e si accodano già dalla tarda mattinata o dal tardo pomeriggio, pronti ad attendere un
tavolo di plastica ma vista mare, con sedie labili ma comode, su cui verranno serviti crudi di mare, frutti di mare, fritti di mare, primi di mare, secondi di mare, assieme ad una sgorgante quantità di vino becero ma gustoso, bianco e ghiacciato. A La Marruzzella ci si sente come a casa, comodamente seduti in terrazza o in veranda, in un informale pasto tra amici.

 

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• BARRUECO 

 
via Cantù 46, Santa Caterina | Nardò (LE)

 
Chi pensa che la pizza coi fiocchi si può gustare solo a Napoli e dintorni, evidentemente non ha mai avuto il piacere di assaggiare la pizza del Barrueco. Altamente digeribile, prodotta e condita con ingredienti di qualità, vi sorprenderà per la sua estrema bontà. Da mangiare fritta a tocchetti con una cascata di ingredienti locali addosso, o classica e tonda, magari condita con prodotti tradizionali come i pomodori secchi, i pomodorini “schiattati”, la burrata, il capocollo di Martina Franca.
Da non sottovalutare però, nell’indecisione, un’appetitosa impepata di cozze o uno spaghetto sempre con le cozze.
Gradevole è anche il locale, con tavolini posti all’aperto sullo sfondo di una vista mare mozzafiato, con lucine, panche in legno e paglia pendente dalla copertura del gazebo.
Lunga potrebbe essere l’attesa di un tavolo, essendo il locale sempre affollato, e per ammazzare il tempo non perdete occasione di divorare a piccoli sorsi il loro strepitoso mojito fatto solo come Dio comanda, dove di pestato c’è anche il ghiaccio (frantumato rumorosamente a mano dai barman con una sorta di martello di legno). Eccovi servita una perfetta cena nel bel mezzo di un’estate che incalza.

 

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• FARMACIA DEI SANI

 
Piazza del Popolo 14, Ruffano (LE)

 
A conduzione familiare, dei giovani fratelli sono riusciti a creare un ambiente di nicchia, dove gustare piatti raffinati e ricercati che revisionano magistralmente la gastronomia tradizionale, il tutto abbinato ad un’ottima cantina di vini locali. Si assapora una decostruzione della cucina locale, una ricongiunzione di ingredienti comunemente antitetici, un’esaltazione di sapori sperimentali. Ogni singolo piatto servito sa di novità. La cura dei dettagli e la perfezione di ogni tipo di cottura ne fanno uno dei più ambiti ristoranti del Salento. Da non perdere la loro Anarchia di cioccolato, elegantemente preparata al tavolo, con annessa accurata spiegazione del processo di preparazione.

 

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• LE STANZIE

 
Strada Provinciale 362 (km 32,9), Supersano (LE)

 

Se si immagina il Salento, quello fatto di terra rossa ed arsa dal sole, di foglie al vento di enormi ulivi secolari, di quel verde ostinato dei fichi d’india e dei filari di vite, di muretti a secco e coperture in cannucciato, beh, forse lo si immagina così come lo si trova racchiuso all’interno dell’esterno di questa tipica masseria. Datata e quasi illibata, incarna appieno il canone estetico di quel che la tradizione salentina porta dietro di se. Tutto quel che si mangia, dalla verdura alla frutta, dall’olio al pane, in un menù fisso ma in divenire, che varia quotidianamente in base al raccolto del giorno, proviene dalla terra che vi troverete di fronte ai vostri occhi.
La cucina casareccia, quella fatta come solo le nostre nonne sanno fare, è la protagonista indiscussa di questo massria-agriturismo-azienda agricola, dove è anche possibile dormire.

 

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• FRIGGITORIA ISOLA DEL SOLE

 

via Panoramica, Castro (LE)

 
Fronte mare, spartano ed essenziale, con prezzi contenuti, ma soprattutto con una vasta scelta di frutti di mare e pesce fresco a portata di bocca e di tasca, a portata di tutti. Gettonato nelle calde sere d’estate, è letteralmente preso d’assalto da turisti e autoctoni che si appropinquano ad un’intensa abbuffata di pesce, sulla scogliera selvaggia di Castro marina.

 

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Ritornerete così con un bagaglio culinario arricchito, dopo quest’avanscoperta in terre pugliesi, e, sicuramente, anche con qualche kilogrammo di troppo, ma state pur certi che saranno kilogrammi di adiposa e genuina felicità!

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#SALENTO DA MANGIARE

#Portogallo brincando brincando 

Colori accessi, gente vivace e verace, profumo di oceano. Spioventi tetti, vestiti di coppi di una terracotta intensa, scandiscono un cielo azzurro a sud, grigio e denso di vapore acqueo a nord. Ceramiche arzigogolate e raffinate. Ruderi residenziali contrastano a malapena la gravità temporale. Lo spettro del tempo che passa impregna l’aria delle città, tra sprazzi di architettura nuova ed essenziale, nella forma e nella sostanza, bianca e pura o allegramente colorata, e sprazzi di architettura abbandonata, vecchia e rifunzionalizzata, che esonda di nuova vitalità e di ritrovata positività.

Salite e discese. E salite. E sanpietrini ovunque, che caschi anche sull’asciutto. Acqua dolce e acqua salata, il fiume che si confonde con il mare, l’orizzonte che si confonde con un ponte. Natura selvaggia, ripida e irruenta. Scogliere pungenti tra sprazzi di sabbia dorata. Onde sulle sponde alte, sulle sponde basse. Brezza marina e ventata di sud.

I vestiti sgualciti dalla compressione in una valigia un po’ troppo piena: piena di vestiti, di gioia, di voglia di scoperte e di libertà.

Il vino buono, a poco prezzo. Il vino verde. Odore di sardine arrosto che ti ricorda che è quasi giunta l’ora del pranzo o della cena, anche se tu stai ancora facendo colazione. Un’ottima bica (caffè ristretto) in ogni momento della giornata, per farti sentir meno la nostalgia di quella buona tazzina di espresso italiano. La buccia di patate fritta, unta e croccante. L’abuso di aglio e cipolla, ovunque. Le chewing-gum alla cannella. Il polpo tenero e soffice come mousse.

Ma anche un popolo di teste calde pronte ad infervorarsi per un niente, di parcheggiatori abusivi, di un numero vertiginoso di spacciatori, di conducenti di tram che corrono come se fossero su un circuito di formula uno, di camerieri che oscillano tra l’essere troppo burberi e l’essere troppo poco gentili e, per fortuna, anche di automobilisti che, nonostante la lancetta del contachilometri supera il numero 100, si fermano a 10 metri dalle strisce pedonali per fare attraversare te pedone spaventato.

Un’aureola profusa di buonumore, nonostante tutto.

Ecco immagini di scorci che da Lisbona a Portimao, passando per Cascais, cabo de Roca e Sintra, da Aveiro a Porto, transitando per Costa Nova, hanno suscitato emozioni alla mia calda vacanza d’agosto, sorprendendo i miei occhi, anche se un po’ meno di quanto immaginassi.

 

#Portogallo brincando brincando 

#Gelato dolce e un po’salato 

Trascorrere l’estate a Roma è un po’come andare all’inferno: la temperatura è quella, il caldo atroce ti distrugge e vivi le pene dell’inferno, appunto, ogni volta che passi davanti ad una gelateria e cerchi di resistere all’assaggio perché, diciamocelo pure, i romani il gelato ‘o sanno fà! Trascorrere l’estate a Roma vuol dire un gelato al giorno (minimo) che leva il medico di torno. Fresco e zuccherino, placa l’arsura e distende i morsi della fame.

Trotterellando nella capitale, oscillo tra le mie gelaterie preferite e le novità che stagionalmente spuntano sul panorama capitolino.

Ecco qui una selezione di alcune delle migliori gelaterie romane.

• NEVE DI LATTE

Via Luigi Poletti 6, Roma

Lei è la mia preferita, da sempre. Lei per me è la migliore, da sempre. Semplice e genuina, naturale e biologica, non delude proprio mai. Gusti pochi ma buoni, locale carino, un po’retrò come il gelato, che ricorda corposi sapori passati dove l’ingrediente protagonista è l’unico a dominare per davvero. Pistacchio, stracciatella, lampone, albicocca, pesca… Goduria per il palato.

• FREDDO

Piazza Tuscolo 7, Roma

Esordisce pochi giorni fa. È tra le novità di quest’estate romana e con un unico assaggio è riuscita a convincermi, estasiandomi con un gelato al mirtillo davvero notevole ed un pistacchio granuloso e succulento. Offre un’ampia scelta di gusti, dagli intramontabili agli accostamenti più azzardati riuniti in combinazioni inedite. Eleganti gelatai sono pronti a coniare il gusto, con gusto.

• IL GELATARIO

Via Tuscolana 325, Roma

Un nome, una garanzia. Ottimi i gelati alla frutta, deliziosi quelli alle creme. Ampia e non indiffernte la scelta che spazia con dolce tentazione dal gelato tradizionale in cono o in coppetta, ai ghiaccioli di frutta fresca, al gelato biscotto fatto con una pazzesca frolla, resa molto spesso ancor più accattivante da dense gocce di cioccolato. Il gusto al biscotto di Roma (i gentilini, per intenderci) è una vera delizia. Ed il gelato biscotto preparato da loro è davvero strepitoso. La lunga attesa in fila verrà degnamente ripagata. 

• PICO  

Largo XXI Aprile 1, Roma

Gelato buono, gusti particolari, pistacchio lodevole. Io chiesi il refil di pistacchio, per l’appunto. Ne rimasi estasiata. Originale maestria nell’accostare sapori differenti portano a gusti non convenzionali come quello all’evocativo pane burro e marmellata.

• IL GELATO DI CONFORTI

Piazza Re di Roma 50, Roma

Gelato sfornato al momento. Cremoso, dalla mantecatura espressa, variegato nell’istante della scelta. Qui le creme e i dessert semifreddi al cucchiaio sono il top. La colata di calda gianduia che viene calata nella cialda del cono fa la differenza.

• GELATERIA DEL TEATRO

Via dei Coronari 65 , Roma

Un gelato granuloso con un trito esorbitante di ingredienti di qualità. Gusti estrosi da far girar la testa ma io ho sbavato davanti ad un cono con croccante cialda artigianale sovrastato da una chioma di mandorla e pistacchio.

• GELATERIA FRATELLI VECCHIO 

Via di Tor Pignattara 13, Roma

Famosa per lo zabaione, quello fatto per davvero “come una volta”, io sono caduta in una relazione pericolosa con il melone: è come mangiare un fresco e vero melone frullato. Ad ogni cucchiata rigenera le calde sere d’estate.

• RETRO’

Via Baldo degli Ubaldi 118, Roma

Piccola e discreta, nel cuore della Roma nord, stupisce con semplici sapori che hanno tutto il gusto della tradizione. Eccezionali i gusti alla frutta fresca.

• FRIGIDARIUM

Via del Governo Vecchio 112, Roma

Io ho fatto facce epiche ingurgitando il gelato al cannolo siciliano, con tanto di mini cannolo conficcato sopra la chioma del cono. Frequentato prevalentemente da turisti, non fatevi ingannare dalla clientela estera agguerrita in fila: il gelato è davvero degno di nota. E poi viene immerso in cioccolato fuso che si gela in un istante.

• FASSI

Via Principe Eugenio 65, Roma

È qui che la favola italiana che ha come protagonista il gelato ebbe inizio. Si narra che il signor Giovanni Fassi inventò questo dessert freddo e lo esportò nel resto del globo. Oltre alla varietà dei gusti della tradizione, guarniti con dell’ottima panna spatolata a volontà, potete qui trovare anche il tramezzino gelato e il sanpietrino gelato. Preparatevi però a lunghe ma veloci code. Prezzi bassi (che a Roma te li sogni).

• COME IL LATTE 

Via Silvio Spaventa 24, Roma

Design avvolgente e gelato travolgente preparato con materie prime di alto livello. La qualità regna insieme alla fantasia nel realizzare le varietà proposte. Il design elegante e originale incornicia con garbo un gelato prelibato.

• GROSTE’

Via dei Castani 238b, Roma

Nascosto all’ombra della prenestina, preserva sapori genuini e debitamente golosi. Profumi mediterranei e sapori estremamente avvolgenti capeggiano il piccolo banco frigo e primeggiano in bocche bramose. Ottima davvero l’emulazione del croccante all’amarena.

• MAMO’ 

Via Lorenzo il Magnifico 118, Roma

Storicamente collocato a pochi passi dalla stazione Tiburtina, fa doppietta e apre una seconda gelateria nel quartiere africano. Il gelato è un tripudio di bontà che con corposa leggiadria conquista anche i palati più raffinati. Trionfa quest’anno al Gelato Festival e nel mio palato con quella meraviglia di gusto “Sicilia romana” a base di gelati alla mandorla variegato con cremino al pistacchio e sormantato da una passionale granella di pistacchi caramellati.

• MONDI

Via Flaminia 468, Roma

Addossata a Ponte Milvio, offre un’infinita di gusti davvero sostanziosi ed originali, producendo egregie varianti dei gusti più tradizionali. La scelta risulta ardua e difficile ogni volta che si sopraggiunge dinanzi quel favoloso e lungo bancone.

• FATTORI 

Viale Ippocrate  114, Roma

Vi dico solo una cosa: cerasa. Si, hanno il gusto ciliegia, con rigogliosi pezzi di frutta fresca. Trionfa così, con dei sorbettosi gusti alla frutta fresca. Degne di aulica nota anche le creme. Del resto Fattori stupisce in fatto di dolci con un’elegante pasticceria e non può non sorprendere con l’arte gelataria.

• LA NEVIERA

Via Taranto 66, Roma

L’irresistibile e fresca scioglievolezza di un gelato tanto ma tanto buono, preparato con dedizione e con materie prime valide. L’antica arte gelataria convince con un’esponenziale bontà.

• GELATERIA DEI GRACCHI

Via dei Gracchi 272, Roma

Storica e tradizionale, ha dei gusti provetti e inimitabili come il gusto mela verde variegato con fresca mentuccia ed il delizioso gusto cachi, disponibile solo secondo stagione. La qualità si sente e si vede.

• LA ROMANA

Via XX Settembre 60, Roma

Di romano ha solo il nome. Questa gettonatissima gelateria trasmigra dalla Romagna e conquista voluttuosamente la capitale. Gelati cremosi e irresistibili, yogurt fresco e genuino. Ed ecco spigato il perchè delle inesauribili code per l’ingresso in questa gelateria.

Ecco i nomi che mi stanno più a cuore, insieme ad un’altra sfilza di gelaterie che, ovviamente, potrete scovare andando a ritroso sulla mia galleria di Instagram. Perché il gelato è sì buono, ma è anche bello da vedere!
Che poi te lo gusti passeggiando tra vicoli discreti, col palato in festa e con gli occhi che vorrebbero guardare il cielo ed invece devono guardar per terra per destreggiare i piedi tra i filari di blatte.

 

#Gelato dolce e un po’salato