#Burger mania

Non importa se tu sia onnivoro o vegano, un burger che fa per te lo troverai sempre. Ed anche che fa per tre. Perché oramai in questo calderone di burger bar della Capitale si fa quasi a gara a chi ce l’ha più grosso. Ma è ben risaputo che le dimensioni non contano, bensì è la qualità a fare la differenza: del pane, che tende ad essere il più artigianale possibile, magari anche speziato e insaporito da gustosi ingredienti; della carne, che sia angus o scottona o scozzese ma che sia comunque di pregiata provenienza; delle salse, che cercano di essere rigorosamente home made; di mais, ceci, lenticchie, lupini, melanzane e di ogni possibile ingrediente vegetale che permette di ricreare un surrogato del tradizionale hamburger e che deve essere assolutamente “organic” (si, pare che bio non vada più di moda).

E così sedotta in parte dai centimetri di quegli invitanti strati che esondano da un panino dalla rotondità perfetta, in parte dall’essenza delle materie prime, eccomi fare una piccola cernita dei miei “burger bar” preferiti in quel di Roma:

• THE MEAT MARKET

Corso Vittorio Emanuele II 320, Roma

Beh, in fatto di dimensioni l’hamburger di questo posticino nel centro di Roma ha sicuramente la meglio. Eccessivo nella grandezza e nel dinamico arzigogolarsi degli ingredienti originalmente composti. Si può sceglere ogni singolo ingrediente da inserire all’interno del morbidoso panino. Ci puoi fagocitare all’inerno addirittura un’intera mozzarellona di bufala. Buono buono.

• HARD ROCK CAFE’

Via Vittorio Veneto 62, Roma

Una garanzia di sostanza e di costanza: sempre all’altezza, in tutti i sensi. Un’altezza che scalfisce anche lo stomaco più temerario. Direi però che il prezzo è direttamente proporzionale all’altezza dell’hamburger.

• OPEN BALADIN

Via degli Specchi 6, Roma

Piccolo e ben guarnito, slanciato ed elevato, questo è un vero hamburger eccelso dove a partire dal fragrante pane di Bonci, passando per il loro ketchup home made strepitoso, e finendo con la notevole qualità di birre e bevande artigianali, pronte ad allietare ulteriormente il pasto, la bontà e la qualità assoluta ne fanno il n.1.

• BURBEE

Via La Spezia 127, Roma

Un condimento stratosferico si adagia su di un succoso burger, amalgamandosi con il soffice panino che contiene a stento codesta abbondanza. Per stare “leggeri” mi sembra alquanto ottima la scelta delle patate fresche tagliate a tocchetti e cotte al forno come contorno.

• HAM HOLY BURGER

Via Brescia 24, Roma

Tavoli con vista, vista cucina s’intende, per monitorare la preparazione ed adocchiare il proprio panino. E se ciò non basta, è possibile monitorare la sapiente imbottitura attraverso lo schermo di un iPad che trasmette in diretta le riprese fatte in cucina. Minuto e curato, di elevata qualità, è rigorosamente da accompagnare con delle croccanti chips di patate sfogliate.

• HAMBURGESERIA

Via dei Reti 40, Roma

Componibile e versatile, si possono mixare svariati ingredienti in un friabile e contenuto panino. Ordinato e ridimensionato. Ottime le salse artigianali aromatizzate con brio. Questo è un panino dall’animo semplice ed essenziale.

• T-BONE STATION

Via Francesco Crispi 29, Roma

Un pezzo di Texas a Roma dove viene servito il cuore della cucina americana preparato solo con materie prime di alto livello. Ottimo l’abbinamento del grande hamburger, adagiato su di un rotondo panino servito aperto, con patate al cartoccio ripiene di burro o cheddar. E alla fine, anche se sembra in dirittura d’arrivo verso l’esplosione addominale, non puoi non lasciarti tentare da leccornie come un ottimo e caldo brownies o una mitica torta Oreo.

• LA CARROZZERIA

Via domodossola 17, Roma

Piccolo e discreto, questo piccolo pub a due passi da piazza dei Re di Roma, avvince con un ottimo hamburger dalla carne succulenta. La semplicità della sinfonia dei diversi ingredienti lascia primeggiare l’ottimo sapore della carne. Da accompagnare con birre artigianali locali.

• FERRO VECCHIO

Via dei Sabelli 32, Roma

Vintage nell’essenza, propone degli ottimi panini gourmet che, con l’incalzare dei centimetri ed il crescere della particolarità degli ingredienti, allietano ogni genere di palato.

• WE FOOD

Via della Lega Lombarda 28, Roma

Il design d’avanguardia, colorato ed elegante, anticipano un altrettanto colorato e delizioso burger. Ottimi i burger vegani, delizioso il pane aromatizzato. Allertate i sensi: la genuina bontà di questi estrosi hamburger vi stupirà.

• FONZIES’S BURGER

Via di S. Maria del pianto 13, Roma

Un fastfood kosher e di suprema qualità, che apre nel ghetto ebraico e si estende in altre zone di Roma. Veloce e sfizioso, cheap and chic, sempre pieno di avventori pronti a divorare un gustosissimo panino al fine di eclissare l’appetito. Da provare il tris di mini burger.

• THE BURGER FACTORY

Via Giovanni da Castel Bolognese 20, Roma

Intimo, piccolo e rilassante il locale. Non si può dir lo stesso dell’hamburger che vanta una consistente dimensione e una succulenta consistenza. Ogni ingrediente è sapientemente selezionato e preparato in una cucina quasi casereccia. Molto artigianale, molto buono.

• QUARTO BURGER

Via Crescenzio 52, Roma

I due possenti proprietari ex macellai sono garanzia dell’altrettanto possanza del panino, e sanno come acquietare con gusto i morsi della fame. La carne è ovviamente eccelsa, ed altrettanto valorosi sono gli ingredienti che si mixano  e si fondono ad essa, amalgamandosi nel sovrastarla.

• THE PERFECT BUN

Largo del Teatro Valle 4, Roma

Questo simpatico posto al centro della Capitale, è stato uno dei precursori della crescente ed impazzante moda che porta a desiderare di gustare piatti tipicamente americani ed uno dei propulsori dell’hamburger così come lo fanno negli USA (ed anche del brunch a Roma). Buono e autentico, inondato di salse e da una cascata di patatine. Se poi lo si accoppia a dei croccanti anelli di cipolla fritti in pastella, beh, è la fine del mondo.

• FUNNY BURGER (by KILO)

Via Giovanni da Castel Bolognese 20, Roma

Dimensioni notevoli e peso elavato che sfiora addirittura 1kg se si opta per il mastodontico hamburger da condividere con altri affamati come voi. Il tutto è adagiato su di uno spropositato letto di patatine. Sfizioso e funny, per l’appunto.

#Burger mania

#TasteOfRoma

Qualche notte fa sognai di imbattermi in una dozzina di chef stellati pronti a rimpizzarmi di deliziosi manicaretti da loro delicatamente preparati ma, soprattutto, da loro sapientemente pensati. Ingurgitavo cibo da sogno, in un sogno, e tracannavo vini pregiati da sogno, in un sogno.Mi svegliai in uno stato di estasi del gusto con la lingua ruspante e il palato ansimante.

Al mattino, impattata con la realtà, mentre sorseggiavo il mio litro di caffè e cercavo notizie sui fatti accaduti nel mondo, ecco imbattermi in un articolo riguardante la quinta edizione di Taste of Roma, l’evento dove una dozzina di chef stellati sono pronti a rimpizzarci di deliziosi manicaretti da loro delicatamente preparati ma, soprattutto, da loro sapientemente pensati.

Cioè. Una galassia del firmamento Michelin così, in un colpo solo, in quattro giornate romane, nel pacato giardino pensile dell’Auditorium Parco della musica. Come resistere?!

E ieri eccomi sprofondare in una folla di critici enogastronomici e di foodlovers all’inaugurazione dell’evento, per assaggiare e curiosare sotto un cielo stellato.

Dopo la presentazione degli chefs e delle bottiglie di prosecco stappate (un, due, tre…stelle!), ecco che la manifestazione prende il via.

Ed ecco me ingurgitare cibo da sogno, nella vita reale, e tracannare vini pregiati da sogno, nella vita reale.

Dopo un piccolo aperitivo gourmet offerto da Electrolux, assaggi di eccelsi prodotti caseari, di dolcetti tipici abbruzzesi, di gelati artigianali preparati al momento, di mini maritozzi soffici e salati farciti con uno spezzatino di carne al sugo nati dall’incontro de Il Maritozzo Rosso con lo chef Max Mariola, si passa alla degustazione di piattini di rigatoni alla gricia e spaghetti all’Amatriciana preparati da mani esperte nello stand della regione Lazio, dove è possibile acquistare il kit per l’Amatriciana perfetta, il cui ricavato sarà devoluto alle popolazioni terremotate. Continuo a passeggiare tra gli stand in cerca di un segnale che mi porti alla scelta della stella giusta. Ma poi alla fine vado dove mi porta il cuore: Heinz Beck. Il pluristellato chef tedesco del rinomato ristorante La Pergola ammalia con un piatto di croccanti fusilli corti bucati con pesto di pistacchio e basilico su spuma di patate affumicate e soffici mazzancolle. Un piatto dal sapore semplice che convince ma non sorprende.

E dopo essere stata tentata dal piccolo e panciuto tacos di manzo irlandese, spezie e sorbetto di peperoni proposto da Andrea Fusco del ristorante il Giuda Ballerino e dai quasi macaron di lamponi con patè di fegato di anatra e pinoli pralinati alle erbe preparati da Angelo Troiani de Il Convivio Troiani, sgambetto audace verso il dolce che più mi seduce: un bel (bello ma davvero proprio bello) Babbà in sospensione al cacao su nuvola di orzata e ghiacciato alla banana. Un’opera d’arte estemporanea che ti verrebbe quasi voglia di congelare per non rovinare la magia contenuta in quel piatto, un piatto dove ogni diversa consistenza e temperatura è armoniosamente equilibrata in un mix di sapori che sorprendono.

Per concludere mi lascio guidare da quattro sensi e tralascio la vista nel Blind Tasting promosso da Metro Academy in una Bischerata culinaria che stuzzica la fantasia per riconoscere ingredienti, odori e sapori al buio con un crostone toscano con lardo, spuma di pecorino, miele e burro e salvia, il tutto accompagnato ovviamente da un buon Chianti.

Da leccarsi i baffi, e pure la barba, prima di rotolare dolcemente sui dolci pendii dei giardini dell’Auditorium a causa di una pancia troppo piena o di una mente troppo brilla.

E voi cosa aspettate ad andare ad assaggiare i grandi chefs?

Taste of Roma

15-18 settembre 2016

Giardini Pensili, Auditorium Parco della Musica

 

 

#TasteOfRoma

#Salento e sono contento

Dai, lo so che molti, anzi troppi, di voi quest’estate si crogioleranno sulle spiagge del meraviglioso Salento. Ammettetelo pure. E come darvi torto!

Il sole imbrunisce quieto la pelle, il mare cristallino, di quell’azzurro indescrivibile, così puro che pare quasi impercettibile allo sguardo, rigenera, con il dondolio delle sue fresche acque, corpo, mente e cuore; la candida sabbia dorata, raffinata ed insinuosa, bolle debole sotto i piedi. Il mediterraneo splende pacato e si dilunga su piccoli paesi che profumano di iodio, di sale e di semplicità. Il mare è bello, la gente è brava, il cibo è buono.

Da nativa del posto ecco una selezione di alcuni imperdibili luoghi da visitare.

Lecce. Cuore nevralgico del Salento, punto di arrivo e di partenza per molti, è la Firenze del sud, capitale del barocco leccese, scenario senza tempo dove la locale pietra calcarea assume dinamiche e organiche sembianze, in un amplesso di forme naturali, tortuose, bizzarre. Tra architetture barocche, resti di architetture romane, tetti piani e campanili irti, trionfano anche i sapori della tradizione in una cucina che racchiude tutto il mediteranneo, caldo e saporito rustico leccese incluso.

Dopo questa tappa obbligata, nel proseguire della discesa verso il tacco d’Italia meritano una visita la città di Galatina, che ostenta architetture più pacate ma pur sempre fascinose, dove tra le vie del centro storico potrete gustare il famoso pasticciotto di Ascalone, l’originale e inimitabile dolce salentino, e la città di Nardò, che offre un centro storico davvero incantevole. Rotolando verso sud arriverete ad immergervi nelle splendide acque di Punta Prosciutto per poi sbarcare a Porto Cesareo, meraviglia del Salento, con spiagge dorate e mare mozzafiato che si insinua tra la costa sinuosa e le torri robuste. Imperdibile è la piccola isola dei conigli, raggiungibile via barca o anche a piedi, via mare, se una bassa marea lo concede, vera oasi di pace e di felicità. Naturale prosecuzione sono le coste aride e rocciose di Porto Selvaggio, tra fichi d’India e arida e piatta terra rossa, di Santa Caterina, bella di giorno e fantastica di sera, e di Santa Maria al Bagno, dove potete ammirare le quattro colonne, ossia quel che resta di un antico edificio. E passando per Lido Conchiglie e Rivabella, si giunge finalmente a Gallipoli, con questa coast to coast che dà spettacolo. La perla dello Ionio si staglia in tutto il suo splendore, padrona di un mare che non conosce rivali. Partite dalla litoranea, spaparanzatevi in spiaggia, raffrescatevi in mare, e dopo una frisa al pomodoro ed un caffè in ghiaccio, rilassatevi per caricarvi ad affrontare uno dei numerosi aperitivi sulla spiaggia. Per cominciare bevete un fresco cocktail sulla terrazza del lido Zen. E poi concedetevi pure due salti tra gocce di sudore e fiumi di alcool al Samsara, con la musica “a palla” sotto un sole rovente, aspettando il calar delle tenebre e l’impennata della libido. Se vi strazia tutta questa mondanità, dirigetevi al Porto di Gallipoli, dove potrete assistere allo sbarco delle paranze e all’asta per la vendita del pescato del giorno. Lì nei pressi, al mercato del pesce, potrete gustare frutti di mare crudi appena pescati, sorseggiando un fresco bicchiere di vino bianco. Passeggiando lungo le mura del centro storico, potete calare nella piccola spiaggetta della purità, per un tuffo al tramonto insieme ad un sole infuocato che si tuffa più a largo. Scorgerete la vicina isola di S. Andrea, con il suo faro lampeggiante, che potrete ammirare da vicino tramite un’escursione in barca. E poi perdetevi tra i vicoletti tortuosi della città vecchia, ammirate le caratteristiche corti, assaporate l’odore del mare profuso e privo di interruzione, senza dimenticare di visitare lo splendido castello Angioino, l’antico frantoio e la cattedrale, e di assaporare la cucina locale a base di pesce fresco in uno dei tanti suggestivi ristorantini che troverete lungo il vostro percorso. Per concludere la serata un drink nel design raffinato del Blanc e poi a ballare di nuovo in spiaggia o nell’elegante Rio Bo, oppure ad ascoltare musica live al Parco Gondar o al Cotriero, in riva al mare.

La punta del tacco d’Italia sembra ancora un miraggio ma andando giù in fondo, dopo un bagno rigenerante nelle acque idilliache di Punta della Suina, ammirerete i paesini e le marine che si destreggiano su di una costa rocciosa e frastagliata, con particolari e sui generis ville settecentesche che, con colori accesi e decorazioni a volte estreme addossate su profili dalle linee pure, caratterizzano la litoranea. E passando per Mancaversa, Torre Suda, Torre S.Giovanni sino a sguazzare in quel lembo di spiaggia più conosciuto come le Maldive del Salento, arriverete finalmente nella tranquilla chicca della penisola salentina: S.Maria di Leuca. Un pronunciato promontorio con un vistoso faro ed una austera ma maestosa basilica, primeggiano e sovrastano due mari eccezionali veramente, il mar Ionio ed il mare Adiatriaco, che qui si incontrano e si confondono, sconfinando quella linea immaginaria che gli separa, protraendosi dalla punta della scogliera. Salendo quel numero smisurato di gradini, si raggiunge la vetta e si resta a bocca aperta davanti a quel panorama mozzafiato, davanti a cotanta natura selvaggia, davanti ad un orizzonte sconfinato.

E’ giunto il momento di esplorare la costa adiatriaca, risalendo la penisola dal lato opposto, e rimembrando una litoranea ionica da incanto. Ecco l’adrenalinico ponte Ciolo che, alto e superbo, sovrasta un mare dove i più temerari improvvisano tuffi estremi. E poi ecco la fantastica e storica discoteca sul mare Gibò, dove vale la pena fare due salti a ritmo di musica per dare ancora più brio ad una serata vacanziera. Passando per Castro, piccolo e adorabile paese incastonato nella roccia, per le antiche grotte della Zinzulusa, per Santa Cesarea Terme, dove scogliere a picco primeggiano un mare da favola e dove le innovative biopiscine dello stabilimento balneare 19 Summer Club registrano quasi ogni giorno il tutto esaurito, si approda nella romantica Otranto, fraterna rivale della diametralmente opposta Gallipoli. Piccola e discreta, stupisce con l’elegante fascino del suo centro storico, con la forza del suo castello, con il dominio del suo mare. Ottimo contorno sono i laghi Alimini, le rosse e marziane cave di bauxite e la prospiciente baia dei Turchi, dove la macchia mediterranea trionfa.

Prima di abbondonare questo paradisdo naturale che la splendida cornice del Salento vi offre, non dimenticate di fare un’immersione tra le scogliere sproloquianti di Torre dell’Orso e di ballare salterellando sulle note della travolgente pizzica e taranta, con un tamburello in mano, lasciandovi andare in un moto perpetuo che vi coinvolgerà attraversendo l’entroterra salentino, tra i paesi della grecìa, come, il più noto tra tutti, Melpignano.

E dopo aver salpato virtualmente acque e terre del profondo Sud, con un immaginario fomentato da parole che non rendono giustizia, non vi resta che viverlo, questo Sud, in tutto il suo magico splendore.

Un tuffo dove l’acqua è più blu, e tanto altro in più!
E poi il solo caffè in ghiaccio con latte di mandorla, sorseggiato per meglio deglutire un fragrante pasticciotto con compatta crema bollente, vale la visita.

 

#Salento e sono contento

#Vinòforum : Bacco perbacco 

Dal 10 al 19 giugno Roma si impregna di vino. Dieci giorni di goduria per i palati più esperti ma anche per gli eretici che di vino ben poco se ne intendono. È il Vinòforum, l’evento dove il vino e il cibo danno spettacolo.2500 etichette e ben 500 aziende vinicole sono pronte a farci degustare i loro prodotti migliori in una gigante cantina all’aperto dove la filosofia enologica prende forma e sapore. La raffinatezza liquida, divenuta ormai oggetto di culto, sgorgherà briosa dalle mani di esperti sommelier pronti ad esplicare cosa si nasconde dentro una bottiglia.

Fanno da quinta scenica la cucina di alto livello, la pizza italiana più rinomata e ben dieci chef stellati, che manderanno in estasi le bocche più fortunate ed espliciteranno tutta la convivialità contenuta in un bicchiere di vino.

Un ticket, un calice e ben dieci degustazioni di vino rallegreranno una fresca sera quasi d’estate, dissolveranno i vostri pensieri e vi faranno conoscere vivaci etichette e produzioni regionali dell’Italia e non solo.

La capitale decanta. Bollicine.

 

#Vinòforum : Bacco perbacco 

#BirraGourmet e il weekend diventa brillo ma con gusto

Preminenti mastri birrai italiani si radunano, ancora una volta, al festival della birra artigianale, il Birra Gourmet, giunto alla sua seconda edizione, che si terrà a Roma domenica 22 e lunedì 23 maggio negli spazi dell’Opificio Romaeuropa, per portare il top in un bicchiere.

Prelibatezze preparate da chef di grande fama accompagneranno l’esibizione gustativa delle migliori birre artigianali, veri e propri prodotti d’eccellenza, create da piccole e medie aziende che avranno modo di farsi conoscere e di farsi apprezzare.Un connubio tra aromi a base di luppoli e profumi mediterranei inebrieranno olfatto e gusto. Cooking show di chef provenienti dal mondo dell’alta ristorazione prepareranno pietanze briose dove l’ingrediente più spumeggiante sarà appunto la birra.

La birra pregiata fa tendenza e l’Italia segue la moda producendo birre nazionali di alto livello che, come i nostri vini, simpatizzano con piatti specifici. Perché un sorso si sposa bene con un determinato tipo di morso.

Dalla carne al pesce, dalla terra al mare, si creeranno sinergie di gusto tra birre artigianali di qualità superiore e cucina di alto livello, per rallegrare i nostri palati con estrema raffinatezza.

Perché è vero che una bionda piccola è come il nero e sta bene su tutto, ma è anche vero che se abbinata con sapiente attenzione a piatti idonei ad esaltarne il suo aroma, ci sta ancora meglio!

Affrettatevi e…assetatevi!

#BirraGourmet e il weekend diventa brillo ma con gusto

#MySalone 

Strampalata gente dalla pulsante vena artistica si aggirava, la settimana appena trascorsa, per le strade di una Milano che forse mai così è stata piena di vita. Il Salone del Mobile, e tutto ciò che c’è di annesso e connesso, che corre sotto il nome di Fuori Salone, ubriaca la città meneghina di un’estrosa e travolgente energia, di una coinvolgente e contagiosa creatività impulsiva. Ecco che ogni luogo profuma di design; ecco un fragoroso bombardamento di input, di mode che verranno, di stili che mai se ne andranno, di colori, di textures, di geometrie, di luci, di idee. Una maratona favolosa alla scoperta di aziende e di marchi, di eventi, di assaggi (in tutti i sensi), di ispirazione. Le immagini parlano da sole. Ecco il mio salone del mobile in pillole:

#MySalone 

#Culinaria: uno spettacolo di cucina!

Roma. Qui si magna e qui si beve. Ma questo weekend bando a locali, trattorie, brunch glamour e burger night: questo weekend la cucina, quella vera, ma soprattutto quella creativa, è solo al Capitol Club di Roma, che ospita la decima edizione di Culinaria_Il gusto dell’identità. Una full immertion in uno spettacolo di cucina, in un trionfo di sapori, colori, ingredienti, che, in un tripudio di idee bizzarre e innovative di chef di alto livello, alcuni dei quali addirittura stellati, è pronta a regalare attimi di esultanza anche ai palati più esigenti. Il tema di questa edizione è il Futurismo in cucina, nell’ottantacinquesimo anniversario del lancio del “Manifesto della Cucina Futurista” del folle Filippo Tommaso Marinetti, con l’intento di promuovere una rivisitazione di una sana cucina mediterranea, aperta a incursioni esotiche ed orientali, prediligendo ingredienti naturali, integrali e non raffinati, per un’auspicabile prevenzione oncologica. L’intento è ancor più benefico in quanto parte del ricavato sarà devoluto per sostenere la ricerca sulle malattie rare.

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Interazione tra musica e arte, tra arte e cucina, tra cucina e salute: il tutto accompagnato da estemporanee culinarie, assaggi fortuiti, ricette decantate, degustazione di ottimi vini, una vasta scelta di birre artigianali, piatti gourmet dolci e salati, intenti sociali e delle deliziose note musicali. Esordiscono carichi chef da ogni dove, esaltando sapori convenzionali con abbinamenti tutt’altro che convenzionali.

Adorabile la pasta non pasta e quindi senza glutine, con inebriante profumo e avvolgente sapore di mare, di Roy Caceres, sbarcato dal ristorante Metamorfosi di Roma.

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Ovviamente stupisce ancora Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio: unto e bisunto, bello e dannato, crude e crudele nella preparazione di piatti raffinati dagli accostamenti azzardati ma azzeccati, come il cono di perilla con amaranto, crema di zucchine, anacardi, yogurt ed una manciata croccante di uova di salmone. Lui che parla come mangia; lui che non è in grado di perdere il suo savoir-faire neanche quando parla del ruolo dell’olio di soia nel prevenire i tumori alla prostata; lui che imbocca con dolcezza arrogante i bambini; lui che, colmo d’emozione e con voce a tratti tremolante, si fa portavoce di “Vite coraggiose_Fondazione Ospedale Bambin Gesù onlus” nella promozione di una cucina di qualità all’interno degli ospedali e soprattutto a portata dei più piccoli. E poi un selfie con lui e fatto da lui vale molto più dell’assaggio di mille dei suoi buonissimi piatti!

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Folle l’esibizione ai fornelli di Walter Musco dalla Pasticceria Bompiani di Roma e del suo team, che si immedesimano totalmente in memorie futuriste con slanci e lanci di ingredienti.

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E dopo esibizioni musicali, note di oggi con DJ Stefano Gamma e note d’altri tempi con le Mille Bolle Blu di Nicky Nicolai accompagnata dal jazzista italiano per eccellenza Stefano di Battista, chiude la cucina la stellata Cristina Bowerman, dalla Glass Hostaria di Roma, unica donna in scaletta, che ci convince con fare discreto e con un piatto dal gusto semplice e popolare, senza esimersi da un tocco di raffinatezza nel raccontare in una padella la sua interpretazione di Trastevere. Commenta incalzante il mitico architetto e critico Luigi Prestinenza Puglisi.

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Chiudono le danze della prima delle due giornate di questo evento, gli artisti del drink perfetto del The Jerry Thomas Project.

Oggi un’altra ed ultima giornata, con un’altra intensa e sorpendente scaletta, pronta ad allietare la vostra domenica foody! Pance, fatevi capanna!

www.culinaria.it 

Culinaria_Il gusto dell’identità _Capitol Club _via Giuseppe Sacconi 39 _Roma

#Culinaria: uno spettacolo di cucina!