#STAMMIBENE

Consapevolezza, integrità e naturalezza sono gli ingredienti primeggianti di STAMMIBENE, il nuovo ed unico mercato con cucina, dedito alla continua ricerca della genuinità perduta, che ha da poco aperto i battenti nel centro di Bari.
Un mercato con ristobotteghe, ossia variegati punti ristoro dove degustare ciò che di più sano e gustoso si può ottenere da prodotti locali e stagionali, a filiera corta e controllata, nell’arco dell’intera giornata.
Le freschissime ed espresse proposte culinarie abbracciano infatti ogni singola fascia oraria, spaziando da dolci fatti come in casa per la colazione, inzuppati in un espresso fatto a regola d’arte, nel latte o in bevande “a base di”, a spuntini veloci e naturali anche take-away, ad aperitivi sostanziosi e sostanziali, sino a giungere ai prelibati piatti bilanciati della tradizione mediterranea, rivisitati in chiave contemporanea, coloriti e colorati da una giusta dose di spezie, serviti a pranzo e a cena.
Il tutto contornato da un ambiente accogliente che trasuda freschezza, che vive e respira avvolto come è da un design sostenibile, armonico ed innovativo. Insomma ogni genere di comfort food desiderabile, addentato in un’adorabile comfort zone.
Atmosfera, arredamento, servizi, menú e prodotti sono stati pensati da un’agguerrita ciurma di ben 100 Ambasciatori del Gusto (di cui io stessa sono orgogliosamente onorata di far parte), provenienti da ogni parte d’Italia, che hanno annaffiato con copiose ispirazioni il primordiale seme di Stammibene.
Il mercato è progettato dal basso, ideato da chi lo userà e realizzato da un formidabile staff composto da 40 persone coordinate dal direttore Alessandro Milella, dall’executive chef Antonio Scalera e da Francesca Mosele che ha progettato l’anima di bar e cantina, che ha saputo apparecchiare con maestria i sogni di ogni fruitore su di un tavolo fatto di concrete visioni divenute presto realtà. Proprio come il Pratavolo, tavolo con un piano d’appoggio realizzato con vera e propria erba, pronto a dare l’illusione di un picnic nel parco anche tra le mura della città consolidata. O Aromantica, un’orto verticale costituito da erbe aromatiche che inondano le narici degli avventori in procinto di entrare nel mercato. E poi c’è Legumi & Legami, una zona dove è possibile scegliere tra legumi, semi e cereali antichi, percorrendo un fiume sotterraneo fatto proprio di legumi, semi e cereali antichi; Spezie dal mondo, punto in cui è possibile annusare e scegliere tra profumate e saporite spezie internazionali; Cucina Visiva, corner dove le prelibate pietanze stagionali, regionali con incursioni internazionali, a base di ingredienti autentici e naturali, vengono preparate sotto i vostri occhi curiosi e affamati. Ampia la scelta di vini naturali selezionati, riposti su di una colma scaffalatura dal nome Bere Bene, da degustare in accompagnamento al cibo gourmet.
In questo incedere lento e gradevole, lambendo i cinque sensi, tra dolce e salato, infusi, the, confetture, miele e prodotti naturali dedicati alla cura del corpo, si giunge alla sala ravvivata da un’avvolgente parete vegetale, che dona sempre a portata di naso una fresca ventata di ossigeno e che invoglia a soffermarsi dinanzi il vicino Alfabeto del Gusto, abaco dettagliato degli ingredienti di stagione che è possibile assaporare al mercato.

Seminando queste briciole di fantasia e di estrema bontà, è possibile mangiare bene senza rinunciare al gusto, in città come in campagna.

STAMMIBENE
Via Nicolai 31, Bari
Aperto tutti i giorni | 7.30 – 23.00

Un nuovo posto del cuore, nel cuore di Bari. Perché “uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene se non ha mangiato bene“.

 

[ Le foto sono un racconto visivo di quel girotondo di abbracci e di sapori avvenuto durante la cena di noi Ambasciatori del Gusto ]

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#STAMMIBENE

#TasteOfRoma

Qualche notte fa sognai di imbattermi in una dozzina di chef stellati pronti a rimpizzarmi di deliziosi manicaretti da loro delicatamente preparati ma, soprattutto, da loro sapientemente pensati. Ingurgitavo cibo da sogno, in un sogno, e tracannavo vini pregiati da sogno, in un sogno.Mi svegliai in uno stato di estasi del gusto con la lingua ruspante e il palato ansimante.

Al mattino, impattata con la realtà, mentre sorseggiavo il mio litro di caffè e cercavo notizie sui fatti accaduti nel mondo, ecco imbattermi in un articolo riguardante la quinta edizione di Taste of Roma, l’evento dove una dozzina di chef stellati sono pronti a rimpizzarci di deliziosi manicaretti da loro delicatamente preparati ma, soprattutto, da loro sapientemente pensati.

Cioè. Una galassia del firmamento Michelin così, in un colpo solo, in quattro giornate romane, nel pacato giardino pensile dell’Auditorium Parco della musica. Come resistere?!

E ieri eccomi sprofondare in una folla di critici enogastronomici e di foodlovers all’inaugurazione dell’evento, per assaggiare e curiosare sotto un cielo stellato.

Dopo la presentazione degli chefs e delle bottiglie di prosecco stappate (un, due, tre…stelle!), ecco che la manifestazione prende il via.

Ed ecco me ingurgitare cibo da sogno, nella vita reale, e tracannare vini pregiati da sogno, nella vita reale.

Dopo un piccolo aperitivo gourmet offerto da Electrolux, assaggi di eccelsi prodotti caseari, di dolcetti tipici abbruzzesi, di gelati artigianali preparati al momento, di mini maritozzi soffici e salati farciti con uno spezzatino di carne al sugo nati dall’incontro de Il Maritozzo Rosso con lo chef Max Mariola, si passa alla degustazione di piattini di rigatoni alla gricia e spaghetti all’Amatriciana preparati da mani esperte nello stand della regione Lazio, dove è possibile acquistare il kit per l’Amatriciana perfetta, il cui ricavato sarà devoluto alle popolazioni terremotate. Continuo a passeggiare tra gli stand in cerca di un segnale che mi porti alla scelta della stella giusta. Ma poi alla fine vado dove mi porta il cuore: Heinz Beck. Il pluristellato chef tedesco del rinomato ristorante La Pergola ammalia con un piatto di croccanti fusilli corti bucati con pesto di pistacchio e basilico su spuma di patate affumicate e soffici mazzancolle. Un piatto dal sapore semplice che convince ma non sorprende.

E dopo essere stata tentata dal piccolo e panciuto tacos di manzo irlandese, spezie e sorbetto di peperoni proposto da Andrea Fusco del ristorante il Giuda Ballerino e dai quasi macaron di lamponi con patè di fegato di anatra e pinoli pralinati alle erbe preparati da Angelo Troiani de Il Convivio Troiani, sgambetto audace verso il dolce che più mi seduce: un bel (bello ma davvero proprio bello) Babbà in sospensione al cacao su nuvola di orzata e ghiacciato alla banana. Un’opera d’arte estemporanea che ti verrebbe quasi voglia di congelare per non rovinare la magia contenuta in quel piatto, un piatto dove ogni diversa consistenza e temperatura è armoniosamente equilibrata in un mix di sapori che sorprendono.

Per concludere mi lascio guidare da quattro sensi e tralascio la vista nel Blind Tasting promosso da Metro Academy in una Bischerata culinaria che stuzzica la fantasia per riconoscere ingredienti, odori e sapori al buio con un crostone toscano con lardo, spuma di pecorino, miele e burro e salvia, il tutto accompagnato ovviamente da un buon Chianti.

Da leccarsi i baffi, e pure la barba, prima di rotolare dolcemente sui dolci pendii dei giardini dell’Auditorium a causa di una pancia troppo piena o di una mente troppo brilla.

E voi cosa aspettate ad andare ad assaggiare i grandi chefs?

Taste of Roma

15-18 settembre 2016

Giardini Pensili, Auditorium Parco della Musica

 

 

#TasteOfRoma

#Vinòforum : Bacco perbacco 

Dal 10 al 19 giugno Roma si impregna di vino. Dieci giorni di goduria per i palati più esperti ma anche per gli eretici che di vino ben poco se ne intendono. È il Vinòforum, l’evento dove il vino e il cibo danno spettacolo.2500 etichette e ben 500 aziende vinicole sono pronte a farci degustare i loro prodotti migliori in una gigante cantina all’aperto dove la filosofia enologica prende forma e sapore. La raffinatezza liquida, divenuta ormai oggetto di culto, sgorgherà briosa dalle mani di esperti sommelier pronti ad esplicare cosa si nasconde dentro una bottiglia.

Fanno da quinta scenica la cucina di alto livello, la pizza italiana più rinomata e ben dieci chef stellati, che manderanno in estasi le bocche più fortunate ed espliciteranno tutta la convivialità contenuta in un bicchiere di vino.

Un ticket, un calice e ben dieci degustazioni di vino rallegreranno una fresca sera quasi d’estate, dissolveranno i vostri pensieri e vi faranno conoscere vivaci etichette e produzioni regionali dell’Italia e non solo.

La capitale decanta. Bollicine.

 

#Vinòforum : Bacco perbacco 

#BirraGourmet e il weekend diventa brillo ma con gusto

Preminenti mastri birrai italiani si radunano, ancora una volta, al festival della birra artigianale, il Birra Gourmet, giunto alla sua seconda edizione, che si terrà a Roma domenica 22 e lunedì 23 maggio negli spazi dell’Opificio Romaeuropa, per portare il top in un bicchiere.

Prelibatezze preparate da chef di grande fama accompagneranno l’esibizione gustativa delle migliori birre artigianali, veri e propri prodotti d’eccellenza, create da piccole e medie aziende che avranno modo di farsi conoscere e di farsi apprezzare.Un connubio tra aromi a base di luppoli e profumi mediterranei inebrieranno olfatto e gusto. Cooking show di chef provenienti dal mondo dell’alta ristorazione prepareranno pietanze briose dove l’ingrediente più spumeggiante sarà appunto la birra.

La birra pregiata fa tendenza e l’Italia segue la moda producendo birre nazionali di alto livello che, come i nostri vini, simpatizzano con piatti specifici. Perché un sorso si sposa bene con un determinato tipo di morso.

Dalla carne al pesce, dalla terra al mare, si creeranno sinergie di gusto tra birre artigianali di qualità superiore e cucina di alto livello, per rallegrare i nostri palati con estrema raffinatezza.

Perché è vero che una bionda piccola è come il nero e sta bene su tutto, ma è anche vero che se abbinata con sapiente attenzione a piatti idonei ad esaltarne il suo aroma, ci sta ancora meglio!

Affrettatevi e…assetatevi!

#BirraGourmet e il weekend diventa brillo ma con gusto

#Culinaria: uno spettacolo di cucina!

Roma. Qui si magna e qui si beve. Ma questo weekend bando a locali, trattorie, brunch glamour e burger night: questo weekend la cucina, quella vera, ma soprattutto quella creativa, è solo al Capitol Club di Roma, che ospita la decima edizione di Culinaria_Il gusto dell’identità. Una full immertion in uno spettacolo di cucina, in un trionfo di sapori, colori, ingredienti, che, in un tripudio di idee bizzarre e innovative di chef di alto livello, alcuni dei quali addirittura stellati, è pronta a regalare attimi di esultanza anche ai palati più esigenti. Il tema di questa edizione è il Futurismo in cucina, nell’ottantacinquesimo anniversario del lancio del “Manifesto della Cucina Futurista” del folle Filippo Tommaso Marinetti, con l’intento di promuovere una rivisitazione di una sana cucina mediterranea, aperta a incursioni esotiche ed orientali, prediligendo ingredienti naturali, integrali e non raffinati, per un’auspicabile prevenzione oncologica. L’intento è ancor più benefico in quanto parte del ricavato sarà devoluto per sostenere la ricerca sulle malattie rare.

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Interazione tra musica e arte, tra arte e cucina, tra cucina e salute: il tutto accompagnato da estemporanee culinarie, assaggi fortuiti, ricette decantate, degustazione di ottimi vini, una vasta scelta di birre artigianali, piatti gourmet dolci e salati, intenti sociali e delle deliziose note musicali. Esordiscono carichi chef da ogni dove, esaltando sapori convenzionali con abbinamenti tutt’altro che convenzionali.

Adorabile la pasta non pasta e quindi senza glutine, con inebriante profumo e avvolgente sapore di mare, di Roy Caceres, sbarcato dal ristorante Metamorfosi di Roma.

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Ovviamente stupisce ancora Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio: unto e bisunto, bello e dannato, crude e crudele nella preparazione di piatti raffinati dagli accostamenti azzardati ma azzeccati, come il cono di perilla con amaranto, crema di zucchine, anacardi, yogurt ed una manciata croccante di uova di salmone. Lui che parla come mangia; lui che non è in grado di perdere il suo savoir-faire neanche quando parla del ruolo dell’olio di soia nel prevenire i tumori alla prostata; lui che imbocca con dolcezza arrogante i bambini; lui che, colmo d’emozione e con voce a tratti tremolante, si fa portavoce di “Vite coraggiose_Fondazione Ospedale Bambin Gesù onlus” nella promozione di una cucina di qualità all’interno degli ospedali e soprattutto a portata dei più piccoli. E poi un selfie con lui e fatto da lui vale molto più dell’assaggio di mille dei suoi buonissimi piatti!

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Folle l’esibizione ai fornelli di Walter Musco dalla Pasticceria Bompiani di Roma e del suo team, che si immedesimano totalmente in memorie futuriste con slanci e lanci di ingredienti.

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E dopo esibizioni musicali, note di oggi con DJ Stefano Gamma e note d’altri tempi con le Mille Bolle Blu di Nicky Nicolai accompagnata dal jazzista italiano per eccellenza Stefano di Battista, chiude la cucina la stellata Cristina Bowerman, dalla Glass Hostaria di Roma, unica donna in scaletta, che ci convince con fare discreto e con un piatto dal gusto semplice e popolare, senza esimersi da un tocco di raffinatezza nel raccontare in una padella la sua interpretazione di Trastevere. Commenta incalzante il mitico architetto e critico Luigi Prestinenza Puglisi.

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Chiudono le danze della prima delle due giornate di questo evento, gli artisti del drink perfetto del The Jerry Thomas Project.

Oggi un’altra ed ultima giornata, con un’altra intensa e sorpendente scaletta, pronta ad allietare la vostra domenica foody! Pance, fatevi capanna!

www.culinaria.it 

Culinaria_Il gusto dell’identità _Capitol Club _via Giuseppe Sacconi 39 _Roma

#Culinaria: uno spettacolo di cucina!

Dalla #padella a #Palladio

Matita e mestolo. Foglio bianco e sac à poche. Carta da schizzo o carta forno. Pantone e padella. Palladio e Cracco. Manuale dell’architetto e un bel libro di cucina. Una squadretta, un coppapasta e una mano a la cabeza. Archiportale e Ctrn+n Giallo zafferano. Una fettuccia e una fettuccina. Verso un’architettura sul comodino e guida del Gambero Rosso sotto il cuscino. Paola Marella e Benedetta Parodi. Corso di coordinatore per la sicurezza nei cantieri e corso professionale di pasticceria. Renzo Piano e chef Rubio. Tavoletta grafica e Bimby. Una polilinea su Autocad, una passata di minipimer e un movimento sexy. Sgarbi e Chiara Maci. Una campitura su Photoshop e una spolverata di zucchero a velo. Portfolio si, ma prima di tutto un foodblog.

Cos’è cotanta idolatria, direste voi? È passione! Una passione che mescola sapientemente una buona dose di Architettura con un amore spassionato per la cucina.

Perché anche per comporre un mc (metro cubo per gli eretici) di calcestruzzo tocca pesare accuratamente gli ingredienti.

Perchè anche per decorare una torta tocca usare astrusi tools che esulano dalle competenze endogene di ognuno di noi.

Perché il cuore batte forte alla conferenza di un’Archistar, ma batte anche forte per una puntata di Masterchef!

E poi c’è l’ansia dell’attesa: per il risultato finale di un Render o per la lievitazione naturale di un impasto.

E così il passo dalla padella a Palladio è breve.

Ecco che architette e architetti, neolaureati e neoabilitati, decidono ahimè di “ripiegare”, vuoi per scelta personale, vuoi per scelta degli altri, sulla cucina e di tutto ciò che c’è di annesso e connesso, per riempire di emozioni culinarie con prelibatezze innovative la propria vita, ma soprattutto quella degli altri!

Giulia, romana de Roma. La sua è sempre stata un’architettura dalle forme essenziali ed eleganti. Colloqui e promesse. Compensi promessi. Promesse non mantenute. Un treno per Milano, che lì forse le promesse le mantengono. Ed ecco che la gratificazione arriva: non in uno studio di Architettura (per ora) ma in un Burger Bar! Lei lì è diventata responsabile, ed è pagata, ripagata e appagata! Nel tempo libero ovviamente cucina, sempre e sempre sorprendentemente bene!

Federica, dalle Marche con furore. Un furore che esprime nel suo tratto deciso e immediato, che nella schizofrenia di uno schizzo riesce a risolvere situazioni architettoniche difficili. Lei si sentiva architetto già prima di esserlo. Lei ora che è architetto cucina! Tanto, e bene, troppo bene! Perché progettare cascine in collina per 100€ ogni 3 mesi non può più essere il suo mestiere, ma la cucina si!

Claudia, Laziale, sognatrice incallita. La sua architettura fa sognare. Per lei il principe azzurro esiste eccome. Ma sa che forse è il mestiere dell’architetto a non esistere più. È così dopo la laurea, invece di fare il corso per coordinatore della sicurezza in cantiere, si scrive ad un corso di pasticceria, che è meglio!

Marianna, la più romana di tutte, anche se in fondo proviene in parte dal profondo sud. Una mente complessa, geniale. Un’architettura altrettanto complessa ma altrettanto geniale. Lei balla per rilassarsi, lei balla per lavorare. Ma tra una lezione di danza e un’esibizione, scova il tempo per continuare ad essere architetto, perché lei non si arrende mai! E dopo uno slancio di gamba, una roteazione corporea e un’impaginazione su Photoshop, dà voce alle sue doti culinarie nascoste preparando segretamente dolci cioccolatosi alla banana e cheescake da sogno!

Marco, abruzzese, cosmopolita e persona molto ambita. Lui è il Palladio della situazione. I suoi progetti ne sono permeati. Lui disegna, da sempre. Ma per fortuna balla anche, da sempre. Canta. Recita. Insegna. E tra un tacchettio di tip tap e un vocalizzo cartoonesco, passa anche alla padella! Perché da quando è andato a vivere da solo ci delizia con ricette della tradizione, inondando il tutto di una buona dose di spezie.

E Io? Io non mi arrendo, ci credo ancora che quello dell’architetto potrà essere il mio mestiere, ma tra l’invio di un cv e un ritocchino al portfolio, vado a fare la spesa al mercato per comprare ortaggi e frutta fresca, tutti i giorni. E cucino, perché ho così modo di esprimere la mia creatività nel rispetto della tradizione. Poi fotografo ciò che cucino, sempre. Ma, così come per disegnare non ho mai usato un tavolo da disegno, così per cucinare difficilmente uso una bilancia o seguo didascalicamente una ricetta, ma faccio tutto e spesso a modo mio! Testarda, sempre! Vado alla ricerca di posti nuovi dove degustare pietanze sorprendenti: assaggio, giudico, recensisco. In fondo lo so che è più probabile che forse un giorno scriverò per la guida Michelin, piuttosto che costruirò qualcosa da me progettato.

Non solo noi, ma tanti altri architetti, colleghi e non, un po’disillusi, un po’speranzosi, si dedicano con diletto e devozione alla cucina, che, nonostante l’incombenza di discrete responsabilità, ti appaga e non ti tradisce mai (o quasi), ed è fatta di passione, cura dei dettagli ed estrema creatività, proprio come l’architettura.

Impara l’arte e mettila da parte! Quale sia da mettere da parte tra le due per ora non è dato saperlo!
Lo sognavamo un blog corale di cucina e architettura: “Dalla padella a Palladio” dicevamo! Ma poi le strade si sono divise e ora do voce io a questo nostro piccolo grande amore!

  
  
  


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Credits:

Responsabile burger bar: Giulia

La cuoca perfetta (nonché rappresentante di Bimby): Federica

L’aspirante pasticcera professionista: Claudia

Mano a la cabeza: Marianna

Movimento sexy: Marco

La regina delle foto #food: Io (Alessia)

Gli Architetti: tutti!

Dalla #padella a #Palladio