Finchè c’è #Facebook c’è speransia!

Diciamolo pure: che ansia i ricordi di Facebook! Segno tangibile di quell’inesorabile avanzare del tempo, spiazzano il nostro primo accesso mattutino sulla piattaforma social più in voga da sempre. Basta un click sulla iconcina della app per essere catapultati indietro nel tempo, semplicemente visualizzando una foto o un post vecchio anni luce. Un pezzetto remoto della memoria del passato si insinua prepotentemente nell’attimo presente. Ed ecco che se ci va bene ci scappa una fragorosa risatina sotto i baffi nel guardare qualcosa di simpaticamente stupido che facevamo da “giovani”; se ci va male ci scappa una lacrimuccia, di gioia per attimi vissuti, di tristezza perché quegli attimi sono passati, e perché forse non torneranno mai più. Ed ecco l’ansia. L’ansia delle prime rughe che vediamo sul nostro volto riflesso nello specchio, ma che non sono minimamente presenti in quella foto lì, quella che il sarcastico signor Facebook ci ripropone, come i peperoni il giorno appresso l’ingestione. L’ansia di amicizie distanti, di amicizie trascorse, di amicizie andate. L’ansia di città bellissime visitate, di città bellissime abitate, amate. L’ansia di amori che vanno, di amori che restano. E la “speransia” che domani magari (ma magari) la foto ci faccia sorridere, di gioia, solo e soltanto di gioia.
Vorrei poter riguardare le foto quando lo dico io, vorrei poter ricordare quei momenti quando lo decido io, vorrei ridere o rimpiangere o piangere quando ne ho voglia io.
Però grazie Facebook per farlo tu per me! Tanto in fondo domani è un altro giorno…e io già riavrò dimenticato!

Finchè c’è #Facebook c’è speransia!

#Bob: sono vittima anch’io!

Ebbene sì, proprio io che con la lunga chioma liscia, naturale e folta, avevo stretto un patto apparentemente propenso all’eternità, beh, ho ceduto a questa impazzante moda del Bob, sebben con un ritardo più che annuale! E zac: taglio netto, all’altezza delle spalle, all’apparenza paro, ma dalle punte sfoltite e allegerite. E il nuovo look prende forma! Un caschetto cresciuto e trascurato, sembrerebbe, dall’anima wild, dall’essenza natural e dall’aspetto spettinato del tipo “m’hanno appena buttata giù dar letto”.

Non ho ancora ben capito se il mio sia un Lob (Long + Bob), un VLob (Very Long + Bob), un Wob (Weavy + Bob) o un semplice Bob… C’è un semiesplorato mondo alle spalle, una vera e propria filosofia energumena a cui hair designer cercano di dare forma e senso. Ma per ora questo nuovo look mi convince tantissimo! Insomma: lo adoro! Credo che sia un taglio che sta bene un po’a tutte, facile da gestire nella sua pretesa di essere così casual, veloce da arruffare per avere in un attimo un aspetto fresco e sbarazzino. E poi ci permettere di rompere definitivamente con quel passato in cui la Yuko Yamashita inneggiava ad un liscio perfetto e la piastra per capelli era la nostra migliore amica (anche se in realtà io la uso proprio di rado..).

Sarà stata forse l’assuefazione multimediatica derivante da una proposizione in tutte le salse di Bob di star di hollywood, di showgirls italiane, di malate di instagram, di bloggers, di street style, di gente comune, a far crescere in me la voglia di darci un taglio per davvero. Non la solita spuntatina in cui la parrucchiera mi fa semplicemente udire il rumore delle forbici, insomma. E poi, diciamolo, un po’a tutte é venuta la voglia di afferrare un paio di forbici seduta stante e autodarci un taglio, quando abbiam visto la cenerentola contemporanea Joy farlo con nonchalance in quella emblematica scena del film…

Marketing, consapevolezza e coraggio, tanto, e il nuovo haircut è servito!

E voi riuscite a resistere o finirete col desistere?

#Bob: sono vittima anch’io!

#Culinaria: uno spettacolo di cucina!

Roma. Qui si magna e qui si beve. Ma questo weekend bando a locali, trattorie, brunch glamour e burger night: questo weekend la cucina, quella vera, ma soprattutto quella creativa, è solo al Capitol Club di Roma, che ospita la decima edizione di Culinaria_Il gusto dell’identità. Una full immertion in uno spettacolo di cucina, in un trionfo di sapori, colori, ingredienti, che, in un tripudio di idee bizzarre e innovative di chef di alto livello, alcuni dei quali addirittura stellati, è pronta a regalare attimi di esultanza anche ai palati più esigenti. Il tema di questa edizione è il Futurismo in cucina, nell’ottantacinquesimo anniversario del lancio del “Manifesto della Cucina Futurista” del folle Filippo Tommaso Marinetti, con l’intento di promuovere una rivisitazione di una sana cucina mediterranea, aperta a incursioni esotiche ed orientali, prediligendo ingredienti naturali, integrali e non raffinati, per un’auspicabile prevenzione oncologica. L’intento è ancor più benefico in quanto parte del ricavato sarà devoluto per sostenere la ricerca sulle malattie rare.

Culinaria_banner_1920x1080

Interazione tra musica e arte, tra arte e cucina, tra cucina e salute: il tutto accompagnato da estemporanee culinarie, assaggi fortuiti, ricette decantate, degustazione di ottimi vini, una vasta scelta di birre artigianali, piatti gourmet dolci e salati, intenti sociali e delle deliziose note musicali. Esordiscono carichi chef da ogni dove, esaltando sapori convenzionali con abbinamenti tutt’altro che convenzionali.

Adorabile la pasta non pasta e quindi senza glutine, con inebriante profumo e avvolgente sapore di mare, di Roy Caceres, sbarcato dal ristorante Metamorfosi di Roma.

image

Ovviamente stupisce ancora Gabriele Rubini, in arte Chef Rubio: unto e bisunto, bello e dannato, crude e crudele nella preparazione di piatti raffinati dagli accostamenti azzardati ma azzeccati, come il cono di perilla con amaranto, crema di zucchine, anacardi, yogurt ed una manciata croccante di uova di salmone. Lui che parla come mangia; lui che non è in grado di perdere il suo savoir-faire neanche quando parla del ruolo dell’olio di soia nel prevenire i tumori alla prostata; lui che imbocca con dolcezza arrogante i bambini; lui che, colmo d’emozione e con voce a tratti tremolante, si fa portavoce di “Vite coraggiose_Fondazione Ospedale Bambin Gesù onlus” nella promozione di una cucina di qualità all’interno degli ospedali e soprattutto a portata dei più piccoli. E poi un selfie con lui e fatto da lui vale molto più dell’assaggio di mille dei suoi buonissimi piatti!

image

img_7203
img_7250

Folle l’esibizione ai fornelli di Walter Musco dalla Pasticceria Bompiani di Roma e del suo team, che si immedesimano totalmente in memorie futuriste con slanci e lanci di ingredienti.

img_7270

E dopo esibizioni musicali, note di oggi con DJ Stefano Gamma e note d’altri tempi con le Mille Bolle Blu di Nicky Nicolai accompagnata dal jazzista italiano per eccellenza Stefano di Battista, chiude la cucina la stellata Cristina Bowerman, dalla Glass Hostaria di Roma, unica donna in scaletta, che ci convince con fare discreto e con un piatto dal gusto semplice e popolare, senza esimersi da un tocco di raffinatezza nel raccontare in una padella la sua interpretazione di Trastevere. Commenta incalzante il mitico architetto e critico Luigi Prestinenza Puglisi.

img_7304img_7329img_7264

img_7281

img_7282

img_7294

Chiudono le danze della prima delle due giornate di questo evento, gli artisti del drink perfetto del The Jerry Thomas Project.

Oggi un’altra ed ultima giornata, con un’altra intensa e sorpendente scaletta, pronta ad allietare la vostra domenica foody! Pance, fatevi capanna!

www.culinaria.it 

Culinaria_Il gusto dell’identità _Capitol Club _via Giuseppe Sacconi 39 _Roma

#Culinaria: uno spettacolo di cucina!

#Spam

Questa non è pubblicità occulta. Questo non è un messaggio promozionale. Questa non è campagna elettorale. Questa è proprio una spudorata richiesta di supporto! Ahahah! Ebbene sì, anch’io ho ceduto alla richiesta di Grazia.it e mi sono catapultata in quella corsa alla candidatura come blogger per la loro sezione Lifestyle. Un post motivazionale già postato, l’iscrizione sul loro sito web come blogger, una breve personale presentazione, una foto. Ed eccomi divenire Runner! Ora tocca a voi sostenere insieme a me quest’iniziativa dal nome Blogger we want you! Questo il link:

http://blogger.grazia.it/blogger?id=1956

Basta pigiare sul cuoricino rosso, una volta al giorno, tutti i giorni, ma, mi raccomando, solo se ne avrete voglia!

Perché sono Grazia.it dipendente, perché credo nelle loro iniziative, perché credo in voi, perchè credo in me e perché forse loro cercano proprio me!

Grazia, do you want me?

Grazie infinite!

#Spam

#Blogger We Want You

http://blogger.grazia.it/images/blogger/js/badge.js?blid=0

Una bionda piccola sono io, Alessia Tricarico, 2? anni. Architetto & designer. Amante dell’arte, tutta. Ma non solo. Attenta alle novità, sono sempre alla ricerca di posti nuovi da esplorare, di gusti inusuali da scoprire, di look raffinati da sfoggiare. E dato che la costante condivisione della mia vita su social come Instagram non mi bastava più, sul finire del 2015 ho deciso di aprire un blog, tutto mio, un mio piccolo spazio personale in questo enorme marasma virtuale!

Acerbo è acerbo. Ma è fresco, e con una celata ventata di innovazione, di critica, di ironia. Permeato di passione per la condivisione di momenti di vita che vale la pena raccontare; saturo di pensieri soggettivi con un tocco di oggettiva attualità. #UNABIONDAPICCOLA vuole essere qualcosa di più di un semplice blog, non vuole scadere nelle velleità della banalità, non vuole deludere, non vuole annoiare. Vuole semplicemente strappare un sorriso e donare attimi di spensierata ispirazione.

Mia musa ispiratrice è certamente Grazia.it, mia costante fonte di aggiornamento su quel che di importante per noi donne accade nel mondo! Consigli, look, beauty, scoop e tutto ciò che fa tendenza lo apprendo qui, essendo una fedele e patologica consultatrice della sezione Lifestyle di Grazia.it (http://www.grazia.it/stile-di-vita).

Grazia, do you want me?

image

#Blogger We Want You