#TasteOfRoma

Qualche notte fa sognai di imbattermi in una dozzina di chef stellati pronti a rimpizzarmi di deliziosi manicaretti da loro delicatamente preparati ma, soprattutto, da loro sapientemente pensati. Ingurgitavo cibo da sogno, in un sogno, e tracannavo vini pregiati da sogno, in un sogno.Mi svegliai in uno stato di estasi del gusto con la lingua ruspante e il palato ansimante.

Al mattino, impattata con la realtà, mentre sorseggiavo il mio litro di caffè e cercavo notizie sui fatti accaduti nel mondo, ecco imbattermi in un articolo riguardante la quinta edizione di Taste of Roma, l’evento dove una dozzina di chef stellati sono pronti a rimpizzarci di deliziosi manicaretti da loro delicatamente preparati ma, soprattutto, da loro sapientemente pensati.

Cioè. Una galassia del firmamento Michelin così, in un colpo solo, in quattro giornate romane, nel pacato giardino pensile dell’Auditorium Parco della musica. Come resistere?!

E ieri eccomi sprofondare in una folla di critici enogastronomici e di foodlovers all’inaugurazione dell’evento, per assaggiare e curiosare sotto un cielo stellato.

Dopo la presentazione degli chefs e delle bottiglie di prosecco stappate (un, due, tre…stelle!), ecco che la manifestazione prende il via.

Ed ecco me ingurgitare cibo da sogno, nella vita reale, e tracannare vini pregiati da sogno, nella vita reale.

Dopo un piccolo aperitivo gourmet offerto da Electrolux, assaggi di eccelsi prodotti caseari, di dolcetti tipici abbruzzesi, di gelati artigianali preparati al momento, di mini maritozzi soffici e salati farciti con uno spezzatino di carne al sugo nati dall’incontro de Il Maritozzo Rosso con lo chef Max Mariola, si passa alla degustazione di piattini di rigatoni alla gricia e spaghetti all’Amatriciana preparati da mani esperte nello stand della regione Lazio, dove è possibile acquistare il kit per l’Amatriciana perfetta, il cui ricavato sarà devoluto alle popolazioni terremotate. Continuo a passeggiare tra gli stand in cerca di un segnale che mi porti alla scelta della stella giusta. Ma poi alla fine vado dove mi porta il cuore: Heinz Beck. Il pluristellato chef tedesco del rinomato ristorante La Pergola ammalia con un piatto di croccanti fusilli corti bucati con pesto di pistacchio e basilico su spuma di patate affumicate e soffici mazzancolle. Un piatto dal sapore semplice che convince ma non sorprende.

E dopo essere stata tentata dal piccolo e panciuto tacos di manzo irlandese, spezie e sorbetto di peperoni proposto da Andrea Fusco del ristorante il Giuda Ballerino e dai quasi macaron di lamponi con patè di fegato di anatra e pinoli pralinati alle erbe preparati da Angelo Troiani de Il Convivio Troiani, sgambetto audace verso il dolce che più mi seduce: un bel (bello ma davvero proprio bello) Babbà in sospensione al cacao su nuvola di orzata e ghiacciato alla banana. Un’opera d’arte estemporanea che ti verrebbe quasi voglia di congelare per non rovinare la magia contenuta in quel piatto, un piatto dove ogni diversa consistenza e temperatura è armoniosamente equilibrata in un mix di sapori che sorprendono.

Per concludere mi lascio guidare da quattro sensi e tralascio la vista nel Blind Tasting promosso da Metro Academy in una Bischerata culinaria che stuzzica la fantasia per riconoscere ingredienti, odori e sapori al buio con un crostone toscano con lardo, spuma di pecorino, miele e burro e salvia, il tutto accompagnato ovviamente da un buon Chianti.

Da leccarsi i baffi, e pure la barba, prima di rotolare dolcemente sui dolci pendii dei giardini dell’Auditorium a causa di una pancia troppo piena o di una mente troppo brilla.

E voi cosa aspettate ad andare ad assaggiare i grandi chefs?

Taste of Roma

15-18 settembre 2016

Giardini Pensili, Auditorium Parco della Musica

 

 

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#TasteOfRoma

Roma si tinge di verde: #FestivalDelVerdeEDelPaesaggio

Questo weekend Roma si è tinta di verde, un verde naturale, primordiale ma al contempo innovativo, dove design e natura si intrecciano cercando genuini compromessi. Il tutto è avvenuto nella splendida cornice del parco pensile dell’Auditorium di Renzo Piano, che ha ospitato, durante il Festival del Verde e del Paesaggio, circa 25.000 mq di esposizione per terrazzi, balconi e giardini.

Una piacevole passeggiata lunga un chilometro è stata percorsa da numerosissimi visitatori che girovagavano curiosi tra gocce d’acqua e spicchi di sole, costeggiando pareti verdi, immersi in profumi, colori e varietà di piante insolite, orti, serre e terrarium, sullo sfondo di design e progetti d’autore. Una vetrina all’aperto che mostra dalle più disparate essenze arboree ai più eleganti arredi per outdoor, come le linee eleganti di Ethimo e la raffinatezza essenziale del design di Studiotamat in collaborazione con Blu di Prussia; dai pannelli modulari di orto verticale che preleva l’acqua dall’acquario, si nutre di questa, la purifica e la rimmette nell’acquario, agli hula hoop ed ai contenitori di tetrapack che diventano vasi, perché in natura nulla si crea, nulla di distrugge ma tutto si trasforma.

Natura e artificio si innestano creando soluzioni efficaci che mostrano quasi sempre un occhio di riguardo all’ambiente, cercando di sposare la filosofia del rispetto e di imboccare la strada del riuso e della sostenibilità.

Roma si tinge di verde: #FestivalDelVerdeEDelPaesaggio