Impressioni di #settembre 

Ai tempi della scuola settembre era il mio mese preferito. L’aria, con il suo odore di prematura freschezza, profumava di novità, di buoni propositi, di cose belle. La mia città ritornava a sopire calma e pacata, sotto un sole bollente che ardeva in spiragli di un’intramontabile estate. La spiaggia ed il mare raggiungevano la perfezione in quel loro connubio perfetto di soffice calore e di fresca liscezza. Le giornate scorrevano piacevolmente lente e rilassate, in quel turbinio di attese future e di nostalgie passate. Era il tempo giusto per poltrire; per rifocillarsi di fichi e di uva appena raccolti, di riposo dopo lo spreco di energie durante i mesi più estivi; per ricaricarsi; per azzardare un prematuro the caldo alle cinque del pomeriggio sdraiati sul divano; per sostituire lo smalto rosso fuoco sulle unghie dei piedi con quello bordeaux, dopo una penichella pomeridiana; per correre lentamente dal parrucchiere a dare un taglio a quei capelli bruciati e imbionditi dal troppo sole e dal troppo mare. Era un mese perfetto, fatto di tranquillità condita con la giusta dose di divertimento. Era il mese dell’inizio. Della scuola, del nuovo anno accademico, del nuovo diario, del nuovo look con quel nuovo taglio di capelli. 

Ora che la scuola è solo un ricordo lontano, settembre è il mese della fine. Della fine dell’estate, che ti butta addosso un’immensa malinconia; della fine del relax, perché è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e ripartire con sprint; della fine delle ferie, perché il lavoro chiama e reclama; della fine del caffè in ghiaccio con latte di mandorla perché il Salento l’hai salutato e sei rientrata nella capitale; della fine delle cene all’aria aperta e del tempo libero trascorso “sbracati” sul divano o su di un lettino in riva a mare; della fine di quelle interminabili giornate in riva a mare, quelle in cui resti a mollo sino al tramonto e ne esci fuori con i polpastrelli ringriziti e le labbra violacee; della fine di quelle notti “brave”, quelle dove dimentichi di avere 30 anni e balli scatenata sino all’alba; della fine di quelle chiacchere nel bar, quelle dove perdi la cognizione del tempo, tra birre, moscow mule e racconti confidenziali. 

Della fine di agosto.

Resta ad ogni modo un mese di buoni propositi, sempre e comunque. Come quello di smetterla di guardare per intero solo la mia serie preferita (Suits, per intenderci) e dare un’altra chance a serie gettonatissime come Fargo, Narcos, Orange is the new black, Mr Robot ecc…dopo averle tralasciate si e no dopo la terza puntata. 

Resta per certi versi ancora il mese dell’inizio: non più della scuola o dell’università, ma di nuovi progetti, dell’autunno…e, indubbiamente, dell’inizio della dieta e della palestra! 

Dell’inizio di settembre.

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