Col bianco tuo candor, #Ostuni 

Bianco candore, sgomento e stupore;

spiragli di sole tra gocce di sudore.

Tra salita e discesa

la voglia non si è arresa.

Scale usurate dal vento

e da un sole che non si è mai spento,

che leviga architetture di pietra

in questa città che mai par tetra.

Strade percorse da genti diverse

con tortuose traiettorie terse.

Fan da cornice sterminate distese di ulivi verdi

e tra tutta quella terra rossa spesso lo sguardo perdi.

Salento. E sono contento

 

Col bianco tuo candor, #Ostuni 

#Vinòforum : Bacco perbacco 

Dal 10 al 19 giugno Roma si impregna di vino. Dieci giorni di goduria per i palati più esperti ma anche per gli eretici che di vino ben poco se ne intendono. È il Vinòforum, l’evento dove il vino e il cibo danno spettacolo.2500 etichette e ben 500 aziende vinicole sono pronte a farci degustare i loro prodotti migliori in una gigante cantina all’aperto dove la filosofia enologica prende forma e sapore. La raffinatezza liquida, divenuta ormai oggetto di culto, sgorgherà briosa dalle mani di esperti sommelier pronti ad esplicare cosa si nasconde dentro una bottiglia.

Fanno da quinta scenica la cucina di alto livello, la pizza italiana più rinomata e ben dieci chef stellati, che manderanno in estasi le bocche più fortunate ed espliciteranno tutta la convivialità contenuta in un bicchiere di vino.

Un ticket, un calice e ben dieci degustazioni di vino rallegreranno una fresca sera quasi d’estate, dissolveranno i vostri pensieri e vi faranno conoscere vivaci etichette e produzioni regionali dell’Italia e non solo.

La capitale decanta. Bollicine.

 

#Vinòforum : Bacco perbacco 

#Bomarzo : suggestioni e soggezioni

Mostri mostruosamente brutti, scolpiti in poderose rocce vulcaniche, insidiate in quel luogo da tempi immemori, rendono questo suggestivo bosco mostruosamente bello. Architetture dell’assurdo e sculture paradossali, ispirate al naturale mondo animale e, al contempo, ad una realtà prepotentemente onirica, che vagheggia quà e là in corposi frammenti di divinità, suscitano emozioni che scuotono la coscienza e regalano uno spettacolo visivo unico nel suo genere.

Il principe Orsini volle creare, nel lontano rinascimento, uno scenario quasi tetrale unico nel suo genere lì, nei giardini della sua dimora a Bomarzo, a pochi kilometri da Viterbo, e commissionò i lavori all’architetto Pirro Ligorio. Pare che anche Michelangelo ci mise la sua, di mano. E tutte queste opere fluide, dinamiche, tortuose, grottesche sono un vero preludio al Barocco romano.

Una natura selvaggia e quasi estrema enfatizza scenograficamente le costruzioni scultoree, che in un rocambolesco susseguirsi labirintico, vengono accompagnate da un rilassante suono acquatico, provocato da cascate e ruscelli, vera e propria musica per le orecchie.

La fantasia più estrema prende forma.

 

#Bomarzo : suggestioni e soggezioni