#Sushisen vs #Temakinho 

Sushisen batte Temakinho 1-0. Mi spiace ammetterlo, ma nella lotta tra i sushi bar più buoni e più estrosi della Capitale, vince (di pochissimo), per quanto concerne le mie papille gustative, Sushisen. La lotta con l’avanguardista giappo dalle influenze made in Brazil è stata dura e faticosa, oserei dire struggente. Il design allegramente travolgente di Temakinho, il tripudio di colori, gli accostamenti esotici di oggetti e di sapori mi avevano rapita. Ma la difficile sentenza è giunta, chiaramente delineata, nel momento in cui, elegantemente seduta ad un tavolo da Sushisen, le bacchette tremolanti hanno afferrato quel piccolo roll in tempura con salmone, Philadelphia e fragola fresca, e codesto gioiello del gusto è sprofondato voluttuosamente nelle mie fauci, smaniose di accostamenti inusuali. E fu subito amore! La scintilla è scoccata! Amore a prima vista, a primo assaggio, a primo morso! Il cupido della bontà ha trafitto la mia gola e quell’indescrivibile sapore strabiliante si è sprigionato in me, scorrendo dalla squisitezza dei singoli ingredienti al perfetto tripudio dei deliziosi sapori dell’insieme, che, sciogliendosi, si amalgamano sorprendentemente nella bocca, donando sorrisi, occhi schiusi ed un’estasi culinaria!

È così in un attimo il rotolino sormontato da panna e banana, che dalla mia prima volta a pranzo da Temakinho, faceva capolino nell’immaginario del mio stomaco affamato di unconventional sushi, è stato inaspettatamente spodestato da un quarto di fragola e un ciuffetto di Philadelphia su un hosomaki piccolo ma grandemente appetitoso! I sapori di Sushisen trionfano, ma il design ambizioso e l’innovazione di Temakinho resta capofila indiscusso!

Entrambi sorprendentemente buoni, entrambi fantasticamente colorati e belli, entrambi esuberanti, diversi e con una marcia in più, ma Sushisen lo è un tantino di più!

Assolutamente da provare entrambi, Temakinho a pranzo, in una giornata di sole, e Sushisen a cena, in una serata romantica! E vedrete che non ne potrete più fare a meno!

• SUSHISEN

Via Giuseppe Giulietti 21 _Roma

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• TEMAKINHO

Borgo Angelico 30 _Roma (Borgo Pio) + Via dei Serpenti 16 _Roma (Rione Monti)

  
  
  

 

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#Sushisen vs #Temakinho 

Dalla #pelle al cuore 

Sabato. Lazy. Tanto lazy. Troppo lazy. Relax!

Oggi ho voglia di essere frivola, banale e omologata: oggi esplicito anch’io la mia beauty routine! Eh sì, perché mens sana in corpore sano significa che la salute passa anche dalla pelle (quale casa cosmetica lo diceva???).

E come la mitica Clio docet, la pelle per essere sana e bella deve essere quotidianamente e inderogabilmente detersa, pulita a fondo ma soprattutto idratata a fondo!

Ecco alcuni dei prodotti che mi stanno a cuore, che utilizzo regolarmente e che regolarmente aiutano la mia pelle (mista, ahimè) a stare bene:

1 • _Partiamo dalla pulizia: detergo tutte le mattine e tutte le sere la mia pelle con questo gel detergente rinfrescante Hydra Basic della Clinians. Ha un tocco leggero, delicato e non aggressivo, ed è quindi adatto alle pelli più sensibili! Per eliminare le impurità in maniera più affidabile è un dovere utilizzare la mitica spugna di Konjac 100% naturale: da quando l’ho scoperta non posso più farne a meno! Pulisce la pelle senza l’ausilio di detergente alcuno e la lascia liscia e fresca! In genere la compro da Kiko o da Sephora; costa circa 6€ e dura intatta pressappoco un paio di mesi!

2 • _Iniziamo con l’idratazione e cominciamo dal contorno occhi! Molto spesso snobbiamo questa zona e crediamo che l’utilizzo di una semplice crema viso sia sufficiente ad apportare la giusta idratazione! Grave errore! Tocca usare prodotti idonei a nutrire la parte più delicata del nostro viso, come Idealia di Vichy (parabeni free), prodotto giovane ma già blasonato, o la crema contorno occhi Nutri Lift di Bottega Verde, con estratti di Mirtillo. Per completare l’operazione applico poi la CC Cream contorno occhi+correttore di Sephora, che idrata ma nasconde anche in maniera leggera le occhiaie.

3 • _Passiamo al viso (e collo e dècolletè!). Stendere sul viso un generoso layer di crema idratante è cosa buona e giusta: io sono passata dall’utilizzare una costosissima crema di Shiseido regalatemi direttamente dal Giappone, ad una crema idratante biologica de I Provenzali all’olio di Rosa Mosqueta per pelli normali e miste. Dalle stelle alle stalle? In realtà no, trovo che quest’ultima crema, leggera e vellutata, sia davvero ottima essendo a base di ingredienti di origine naturale. E poi ha anche un ottimo prezzo! Passo poi all’immancabile protezione solare totale per il mio viso: ho la pelle chiara e delicata e questa crema della Bioderma Photoderm Max SPF 50+ è stata la mia salvezza! Per concludere il tutto applico la BB cream, mia alleata da anni e anni, per correggere discromie e imperfezioni. Adoro la BB cream age defense di Clinique SPF 30, ma ho notato che nel periodo invernale tende a seccarmi un po’la pelle. È ora in fase di rodaggio questa BB cream della Algenist SPF 30 a base di alghe, e devo dire che per ora non ha deluso le mie aspettative! Per finire la sera applico sulla pelle pulita la crema anti-imperfezioni Effaclar Duo + de La Roche-Posay.

4 • _Labbra. Sono alla costante ricerca del lip balm perfetto. Ma la perfezione non esiste, e quindi passerò la vita a comprare quantità illimitate di balsamo labbra! Sono quasi ossessionata! Ecco i miei preferiti, che uso in modo costante e alternato: Eos Lip Care al mirtillo e bacche di acai, 95% organic e 100% naturale, dal pack ambizioso, è sempre nella mia borsa; Nuxe Rêve de Miel, perfetto da applicare la sera prima di andare a letto, ha inoltre un saporino davvero gustoso; Labello Lip Butter Vanilla & Macadamia, credo sia il più efficace tra tutti i Labello in commercio; Lavera Basis Sensitive, 100% bio, soffice e soave; I Provenzali Bio all’olio di Argan; Bee Natural al Mango, 100% naturale, ottimo, piccolo e pratico, comprato in Belgio e purtroppo è di difficile reperimento in Italia; Avéne alta protezione SPF 30, che uso come sovrastrato per proteggere anche le mie labbra dall’aggressività del sole.

5 • _Mani. E W il bio low cost! Ecco la crema mani erboristica della Omia all’olio biologico di mandorla estratto a freddo: 0% siliconi, parabeni, oli minerali e coloranti sintetici! È un mai più senza!

6 • _Per concludere ritorniamo alla pulizia del viso, questa volta serale ma comunque fondamentale! Dopo essermi stufata dell’inci imperfetto della mia precedentemente amata acqua micellare della Bioderma, sono stata costretta a scegliere delle alternative altrettanto delicate ma con un inci un po’ più naturale! Strucco la mia pelle o con il latte detergente delicato per viso e occhi della Kaloderma, col 95% di ingredienti di origine naturale, delicato e mai aggressivo, o con il latte detergente della Diadermine, 0% parabeni, siliconi e profumi, purtroppo anche questo è reduce di un acquisto estero e non si trova facilmente nel nostro paese! Ah, e poi sciacquo il tutto con abbondante acqua fresca e ripasso il gel detergente e la spugnetta di Konjac!

Questi i prodotti che dalla pelle sono arrivati al mio cuore!

E voi avete dei prodotti del cuore?

Dalla #pelle al cuore 

Dalla #padella a #Palladio

Matita e mestolo. Foglio bianco e sac à poche. Carta da schizzo o carta forno. Pantone e padella. Palladio e Cracco. Manuale dell’architetto e un bel libro di cucina. Una squadretta, un coppapasta e una mano a la cabeza. Archiportale e Ctrn+n Giallo zafferano. Una fettuccia e una fettuccina. Verso un’architettura sul comodino e guida del Gambero Rosso sotto il cuscino. Paola Marella e Benedetta Parodi. Corso di coordinatore per la sicurezza nei cantieri e corso professionale di pasticceria. Renzo Piano e chef Rubio. Tavoletta grafica e Bimby. Una polilinea su Autocad, una passata di minipimer e un movimento sexy. Sgarbi e Chiara Maci. Una campitura su Photoshop e una spolverata di zucchero a velo. Portfolio si, ma prima di tutto un foodblog.

Cos’è cotanta idolatria, direste voi? È passione! Una passione che mescola sapientemente una buona dose di Architettura con un amore spassionato per la cucina.

Perché anche per comporre un mc (metro cubo per gli eretici) di calcestruzzo tocca pesare accuratamente gli ingredienti.

Perchè anche per decorare una torta tocca usare astrusi tools che esulano dalle competenze endogene di ognuno di noi.

Perché il cuore batte forte alla conferenza di un’Archistar, ma batte anche forte per una puntata di Masterchef!

E poi c’è l’ansia dell’attesa: per il risultato finale di un Render o per la lievitazione naturale di un impasto.

E così il passo dalla padella a Palladio è breve.

Ecco che architette e architetti, neolaureati e neoabilitati, decidono ahimè di “ripiegare”, vuoi per scelta personale, vuoi per scelta degli altri, sulla cucina e di tutto ciò che c’è di annesso e connesso, per riempire di emozioni culinarie con prelibatezze innovative la propria vita, ma soprattutto quella degli altri!

Giulia, romana de Roma. La sua è sempre stata un’architettura dalle forme essenziali ed eleganti. Colloqui e promesse. Compensi promessi. Promesse non mantenute. Un treno per Milano, che lì forse le promesse le mantengono. Ed ecco che la gratificazione arriva: non in uno studio di Architettura (per ora) ma in un Burger Bar! Lei lì è diventata responsabile, ed è pagata, ripagata e appagata! Nel tempo libero ovviamente cucina, sempre e sempre sorprendentemente bene!

Federica, dalle Marche con furore. Un furore che esprime nel suo tratto deciso e immediato, che nella schizofrenia di uno schizzo riesce a risolvere situazioni architettoniche difficili. Lei si sentiva architetto già prima di esserlo. Lei ora che è architetto cucina! Tanto, e bene, troppo bene! Perché progettare cascine in collina per 100€ ogni 3 mesi non può più essere il suo mestiere, ma la cucina si!

Claudia, Laziale, sognatrice incallita. La sua architettura fa sognare. Per lei il principe azzurro esiste eccome. Ma sa che forse è il mestiere dell’architetto a non esistere più. È così dopo la laurea, invece di fare il corso per coordinatore della sicurezza in cantiere, si scrive ad un corso di pasticceria, che è meglio!

Marianna, la più romana di tutte, anche se in fondo proviene in parte dal profondo sud. Una mente complessa, geniale. Un’architettura altrettanto complessa ma altrettanto geniale. Lei balla per rilassarsi, lei balla per lavorare. Ma tra una lezione di danza e un’esibizione, scova il tempo per continuare ad essere architetto, perché lei non si arrende mai! E dopo uno slancio di gamba, una roteazione corporea e un’impaginazione su Photoshop, dà voce alle sue doti culinarie nascoste preparando segretamente dolci cioccolatosi alla banana e cheescake da sogno!

Marco, abruzzese, cosmopolita e persona molto ambita. Lui è il Palladio della situazione. I suoi progetti ne sono permeati. Lui disegna, da sempre. Ma per fortuna balla anche, da sempre. Canta. Recita. Insegna. E tra un tacchettio di tip tap e un vocalizzo cartoonesco, passa anche alla padella! Perché da quando è andato a vivere da solo ci delizia con ricette della tradizione, inondando il tutto di una buona dose di spezie.

E Io? Io non mi arrendo, ci credo ancora che quello dell’architetto potrà essere il mio mestiere, ma tra l’invio di un cv e un ritocchino al portfolio, vado a fare la spesa al mercato per comprare ortaggi e frutta fresca, tutti i giorni. E cucino, perché ho così modo di esprimere la mia creatività nel rispetto della tradizione. Poi fotografo ciò che cucino, sempre. Ma, così come per disegnare non ho mai usato un tavolo da disegno, così per cucinare difficilmente uso una bilancia o seguo didascalicamente una ricetta, ma faccio tutto e spesso a modo mio! Testarda, sempre! Vado alla ricerca di posti nuovi dove degustare pietanze sorprendenti: assaggio, giudico, recensisco. In fondo lo so che è più probabile che forse un giorno scriverò per la guida Michelin, piuttosto che costruirò qualcosa da me progettato.

Non solo noi, ma tanti altri architetti, colleghi e non, un po’disillusi, un po’speranzosi, si dedicano con diletto e devozione alla cucina, che, nonostante l’incombenza di discrete responsabilità, ti appaga e non ti tradisce mai (o quasi), ed è fatta di passione, cura dei dettagli ed estrema creatività, proprio come l’architettura.

Impara l’arte e mettila da parte! Quale sia da mettere da parte tra le due per ora non è dato saperlo!
Lo sognavamo un blog corale di cucina e architettura: “Dalla padella a Palladio” dicevamo! Ma poi le strade si sono divise e ora do voce io a questo nostro piccolo grande amore!

  
  
  


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Credits:

Responsabile burger bar: Giulia

La cuoca perfetta (nonché rappresentante di Bimby): Federica

L’aspirante pasticcera professionista: Claudia

Mano a la cabeza: Marianna

Movimento sexy: Marco

La regina delle foto #food: Io (Alessia)

Gli Architetti: tutti!

Dalla #padella a #Palladio

E poi finalmente tu: #RoscioliCaffè

Ci sono martedì che è ancora lunedì! Gli occhi stentando si schiudono, le menti lentamente si destano, la sonnolenza echeggia perpetua nella vostra mente!

E forse c’è un solo e unico modo per risvegliare totalmente i vostri sensi e dare una scossa ai vostri neuroni: ‘na bella tazzulella ‘e cafè, di quello vero, un vero espresso napoletano.

Ma non avete assolutamente modo di andare “un attimo” a Napoli a degustarne una perchè siete intrappolati nella giungla urbana della Capitale!

Allora ecco la soluzione: Roscioli Caffè!

Si, avete sentito bene: dopo l’emerito e antico forno e il tanto ambito ristorante, i fratelli Roscioli decidono di ampliare l’offerta e di realizzare un vero e proprio triangolo del gusto, aprendo una caffetteria/pasticceria a due passi (davvero n.2, di passi) dal ristorante!

Qui il caffè è realizzato a regola d’arte, dalla produzione alla realizzazione, offrendo una variante scelta stagionale di miscele differenti che rispetta i naturali cicli produttivi della piantagione tanto cara a noi italiani! E dopo un’accurata selezione della materia prima, ecco servita una superlativa tazzina essenziale contenente l’espresso perfetto!

Si può scegliere il caffè fatto con “cambio manuale” o con “cambio automatico”, ma sempre rigorosamente ristretto, essendo la “macchina” una di quelle di ultima generazione, che riunisce in un solo corpo la tradizione napoletana con l’evoluzione tecnologica dell’espresso (si vocifera che ne esistano solo 5 al mondo come questa!).

Il profumo inebriante di una macinatura e tostatura lodevole vi sospinge all’interno, ma una volta dentro i vostri occhi non potranno non sussultare dinanzi all’ampia scelta di “pastarelle”, fresche e sapientemente preparate, o alla vista del riempimento, anzi, mi correggo, strariempimento, al momento, del fatidico maritozzo con la panna, che, ça va sans dire, è di una sofficezza che non conosce rivali.

L’offerta spazia dalla colazione mattutina ad un pranzo veloce ma gourmet, dal caffè post pranzo al the del pomeriggio rinforzato da pasticcini e, per chiudere in bellezza, a calici di vino e aperitivi a base di ostriche e salumi selezionati la sera.

E poi l’ambiente, dal design essenziale ma avvolgente, con un effetto caverna dark e incursioni luminose che donano familiarità, è stato sfruttato magistralmente, grazie ad un degradè di grigi che tramuta in un total black nella saletta retrostante dominata da un grosso ed unico tavolo, centrale ma soprattutto social.

Unico appunto (lo studio Morq non me ne voglia), ma questo solo perché il mio occhio critico da Architetto non mi lascia in pace un attimo, è la cassa, che, posta troppo a ridosso dell’entrata, adita la creazione di inconvenienti file e di incroci pericolosi tra chi vorrebbe pagare e chi invece vorrebbe entrare.

Ma questo non inficia ovviamente la qualità delle prelibatezze servite!

Ero pronta a pagare 5€ per un buon caffè firmato Roscioli, ma sorprendentemente il costo è quello della solita tazzina di caffè!

Non avevo dubbi che tutto sarebbe stato perfetto!



  
  

Tutti ne parlano! E oggi ne parlo finalmente anch’io!

Roscioli Caffè

Piazza Benedetto Cairoli, 16 _Roma

E poi finalmente tu: #RoscioliCaffè

#Spam

Questa non è pubblicità occulta. Questo non è un messaggio promozionale. Questa non è campagna elettorale. Questa è proprio una spudorata richiesta di supporto! Ahahah! Ebbene sì, anch’io ho ceduto alla richiesta di Grazia.it e mi sono catapultata in quella corsa alla candidatura come blogger per la loro sezione Lifestyle. Un post motivazionale già postato, l’iscrizione sul loro sito web come blogger, una breve personale presentazione, una foto. Ed eccomi divenire Runner! Ora tocca a voi sostenere insieme a me quest’iniziativa dal nome Blogger we want you! Questo il link:

http://blogger.grazia.it/blogger?id=1956

Basta pigiare sul cuoricino rosso, una volta al giorno, tutti i giorni, ma, mi raccomando, solo se ne avrete voglia!

Perché sono Grazia.it dipendente, perché credo nelle loro iniziative, perché credo in voi, perchè credo in me e perché forse loro cercano proprio me!

Grazia, do you want me?

Grazie infinite!

#Spam

#LastMinute Brunch

Domenica. Fa freddo. Ma qui a Roma c’è un sole così. Vorreste rimanere tutto il giorno sotto le coperte, ma questa tiepida luce invernale vi invita ad uscire, a vivere una splendida giornata di sole, a fare una passeggiata nel parco o sguazzando tra le vetrine di negozi invasi… ma soprattutto vi invita a fare un #brunch! E si, perché ormai il pranzone della domenica, quello tanto caro alle nonne italiane, a base di pasta al sugo e polpette, è passato di moda! Oggi c’è un solo imperativo dell’abbuffata domenicale: il #brunch!

Dolce e salato, italiano o all’americana, con menù fisso o a là carte… La capitale offre infinite possibilità di scelta! Ma se vi siete persi tra i disparati localini o localoni in cui poter sfamare le vostre bocche smaniose di internazionalità, ecco alcuni suggerimenti dell’ultimo minuto:

• ZERO ZERO 100 

Via del Verano 27, Roma

Che dire?! Pasta e carne, pesce e uova, ma soprattutto bacon, yogurt, pancakes, cereali, caffè americano o succo d’arancia o vino… e chi più ne ha più ne metta! Buono e sostanzioso, troppo!

Prezzo: 15€

 

• BAKERY HOUSE

Corso Trieste 157, Roma

Bella la location e buono il brunch, a là carte ma rigorosamente in stile USA! Bagels, uova strapazzate, pancakes, frech toast… il tutto annaffiato da succo d’arancia (ovviamente) e da un davvero ottimo caffè americano! E anche se sarete sazi, vi assicuro che non resisterete alla tentazione di assaggiare uno dei loro sfiziosi cupcakes! Prenotate!

Prezzo: a là carte

 

• DOLCE

Via Tripolitania 4, Roma

Il nome la dice tutta! I dolci qui, molti dei quali preparati al momento, sono i padroni indiscussi di questo localino così carino e in stile un po’ retrò. Ma non male assolutamente anche i piatti salati serviti nel brunch, anche qui a là carte! Però poi, vi prego, assaggiate una delle loro mega porzioni di cheese cake o un apple crumble appena sfornato!

Prezzo: a là carte

 

• ROSTI AL PIGNETO

Via Bartolomeo d’Alviano 65, Roma

L’intramontabile certezza per cene, pranzi, aperitivi o bevute leggere after dinner, offre anche un ottimo e variegato brunch, in cui domina l’influenza della nostra cucina italiana.

Prezzo: 20€

 

• LANIFICIO CUCINA

Via di Pietralata 159, Roma

La sola location vale la visita! Appropiatosi di un’area ex industriale abilmente ritrasformata, trova qui collocazione una delle migliori cucine della capitale, dove tradizione e influenze si fondono magistralmente donando sapori semplici ma unici! Io lo adoro! Ah, qui il brunch si chiama Pranzetto! Stop alle americanate, correte al Lanificio!

Prezzo: 25€

 

A voi la scelta!

#LastMinute Brunch

#Blogger We Want You

http://blogger.grazia.it/images/blogger/js/badge.js?blid=0

Una bionda piccola sono io, Alessia Tricarico, 2? anni. Architetto & designer. Amante dell’arte, tutta. Ma non solo. Attenta alle novità, sono sempre alla ricerca di posti nuovi da esplorare, di gusti inusuali da scoprire, di look raffinati da sfoggiare. E dato che la costante condivisione della mia vita su social come Instagram non mi bastava più, sul finire del 2015 ho deciso di aprire un blog, tutto mio, un mio piccolo spazio personale in questo enorme marasma virtuale!

Acerbo è acerbo. Ma è fresco, e con una celata ventata di innovazione, di critica, di ironia. Permeato di passione per la condivisione di momenti di vita che vale la pena raccontare; saturo di pensieri soggettivi con un tocco di oggettiva attualità. #UNABIONDAPICCOLA vuole essere qualcosa di più di un semplice blog, non vuole scadere nelle velleità della banalità, non vuole deludere, non vuole annoiare. Vuole semplicemente strappare un sorriso e donare attimi di spensierata ispirazione.

Mia musa ispiratrice è certamente Grazia.it, mia costante fonte di aggiornamento su quel che di importante per noi donne accade nel mondo! Consigli, look, beauty, scoop e tutto ciò che fa tendenza lo apprendo qui, essendo una fedele e patologica consultatrice della sezione Lifestyle di Grazia.it (http://www.grazia.it/stile-di-vita).

Grazia, do you want me?

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#Blogger We Want You