#MaComeTiVesti?

Capodanno, si sa, è una delle migliori occasioni per sfoggiare abiti e lustrini di rilevanza strategica per l’affermazione del nostro IO più lusinghiero e strampalato. Ma il tempo stringe, l’inizio del nuovo anno si avvicina, e molte di noi ancora si domandano: Ma come mi vesto? (Sempre a patto che abbiate già scelto dove dare il benvenuto al 2016!)

Riciclare abiti già usati in occasioni differenti, magari con un tocco personale e innovativo, sarebbe una giusta opzione in tempi di crisi.

Optare per il rosso, o per inserti rossi, dall’intimo agli accessori, sicuramente è una scelta azzeccata, e pare anche di buon auspicio.

Scegliere un look total black sarebbe invece sinonimo di un’eleganza assicurata (fatto salvo l’uso e l’abuso di sgargianti paillettes e folgoranti strassini).

Prediligere vestiti medio-ampi, non estremamente attillati, che non segnino pancia e glutei, sarebbe un’ottima decisione per evitare esplosioni tessili post abbuffata nel dopo cenone.

E mentre l’ansia di incontrare quella sera un’altra tipa conciata a festa con il nostro stesso outfit ci pervade, ci toglie il fiato e la facoltà di intendere e di volere questo o quell’altro abito, la scelta del capo da indossare e da sottoporre al vaglio degli occhi impazienti dell’amica o del ragazzo che ci accompagna nell’acquisto, diventa sempre più complicata.

Per chi di voi è ancora in balia dell’ardua scelta, ecco alcune idee last minute e talvolta low impact per le vostre tasche, fermo restando che abbiate già in dotazione un paio di dècollètè nere, oro o orgento dal tacco non logorato e un collant leggero e di media coprenza non smagliato:

 

• Abito Pinko _198,00 Euro

Semplice ed elegante, dal tono caldo e rassicurante, con una velatura centrale che collega i due lembi della profonda scollatura, donando un tocco sensuale all’intera creazione Pinko;

 

• Abito Zara _19,95 Euro

Richiama si il colore dell’albero di Natale, ma nella sue linee leggermente drappeggiate e nella sua sapiente attillatura, esalta le forme in maniera sublime;

• Abito Zara _39,95 Euro

Stangone del web, ecco l’abito ideale per voi, discreto ed elegante, ideale per conciliare discordanti pareri sulla scelta di un vestitino corto o di un abito lungo, coniugandoli entrambi in un unico capo;

 • Abito H&M _39,00 Euro

Un’azzardata scollatura a cuore e una lunghezza degradante nella sua simmetria, infondono un tocco di particolarità e una ventata di sensualità;

 

• Abito Moschino _346,00 Euro

Amanti delle perle, del bon ton e nostalgiche di epoche passate, questa creazione Moschino dal taglio classicheggiante soddisferà il vostro desiderio di un revival;

 

• Abito Benetton _70,00 Euro

Il classico dei classici: rosso fuoco, una generosa scollatura, una gonna ampia atta a camuffare qualche grammo di troppo accumulato durante le feste;

• Abito Elisabetta Franchi_283,00 Euro

Ok che ho un debole per Elisabetta, ok che questo color cipria tutto evoca meno che il periodo natalizio, ma trovo questo abito fantastico, semplice e particolare, elegante e sensuale;

• Abiti Flavio Castellani _? Euro

Per un look deciso ed un outfit al profumo di rock, ecco due abiti, nella versione black and white, di un tono magistralmente eccessivo rispetto ai precedenti;

• Abito Mango _29,99 Euro

Compito e dalle forme essenziali, leggermente luminoso ma poco appariscente, per veementi timide che non hanno voglia di farsi notare nemmeno nell’ultimo dell’anno;

• Abito Mango _39,99 Euro

Una rivisitazione delle viste e riviste strisce bianche e nere che tanto hanno fatto capolino negli outfit di noi tutte nel 2015, una rivisitazione lustre e sexy, oro e nero, luminosa, con una scollatura posteriore non indifferente;

 

 

• Abito Mango _19,99 Euro

Per coloro che pensano già a come riutilizzare l’abito comprato per Capodanno, ecco un capo neutrale e versatile, da rindossare anche per andare in spiaggia o per dormire nelle afose notti estive;

• Abito Twin-set _221,00 Euro

Ci risiamo con il connubio cipria e nero, ma lo trovo di eterea eleganza, e il fiocchetto centrale e il rivestimento in parte in pizzo rendono questo vestito bicolor davvero chic e fortunatamente per niente shock .

Vi auguro che l’anno che verrà sia sorprendentemente fantastico, meravigliosamente migliore dell’anno passato, ricco di emerite soddisfazioni, di belle persone, di lodevoli successi, di piena salute ma soprattutto ricco di vero amore. Ricordate che la felicità è nella mente e che sono le piccole cose e i semplici gesti a dare gusto e senso alla nostra vita.

Happy new year e…….. 1000 di questi abiti!

 

#MaComeTiVesti?

Ma la sera a casa di Giulia: #SCAIOZZI

Et voilà: dal Salento con furore, i gustosissimi “Scaiozzi”, per i comuni mortali mustaccioli, anche se questa è una variante “regionale”!

Tra i protagonisti indiscussi del Natale Made in Salento, non possono mancare sulle tavole bandite a festa come dolce a fine pasto, ma sono i benvenuti anche a colazione, rigorosamente dediti all’inzuppo, per addolcire gli ardui risvegli vacanzieri, o a merenda, come snack energetico e sostanzioso ma sicuramente genuino perché homemade!
Così le strade e gli androni dei palazzi si impregnano benevolmente dell’intrigante profumo speziato di questi meravigliosi “biscotti” natalizi che, ammettiamolo pure, fanno un baffo ai famosi Gingerbread!
Echeggia l’odore per le strade, e l’acquolina fa capolino!
Cioccolato, cannella e mandorle tostate, sgomitando tra gli altri ingredienti, trionfano donando un sapore soavemente speziato e un gentile gusto deciso!
Le famiglie numerose tutte si riuniscono, per sfornarne a quintali.
Quest’anno io ho scelto di cimentarmi nella preparazione degli stessi con la mia amica Giulia, fomentata dall’idea di creare una versione super cioccolatosa, come piace a noi, spodestando le antiche ricette tramandate di generazione in generazione!
Ardua fu la decisione sulla scelta del numero di uova da integrare nell’impasto, ma fortunatamente siamo arrivate ad un compromesso e ne siamo uscite illese!
Ecco che tra una serata fra amiche e una puntata di Bake Off il passo è breve, peccato che non siamo su Real Time, ma a Gallipoli e che non abbiamo un regista, ma la nostra amica Laura, che si cimenta con la sua reflex a scattare imperterrita tra la polvere di farina e le particelle di cioccolato di cui è pregna l’aria, che sporcano si l’obbiettivo ma regalano grandiosi scatti memorabili, che tutto devono alla sua bravura!
Ecco, in punta di piedi, la ricetta:
Per l’impasto:
  • 1kg di farina di tipo 00
  • 400g di zucchero
  • 5 cucchiai di cacao amaro
  • 500g di mandorle tostate e ridotte a pezzetti grossolani
  • 2 uova
  • 1 bicchierino di rum (facoltativo)
  • cannella e chiodi di garofano a volontà
  • 100g strutto
  • 20g ammoniaca per dolci
  • scorza di 3 mandarini non trattati
  • 2 cucchiai di caffè in polvere
  • orzo o latte per impastare q.b.
Per la glassa cioccolatosa (in gergo “Nnaspuru”):
  • 1 – 2 bicchieri di acqua
  • 200g di zucchero
  • cacao amaro a volontà
  • 200g di cioccolato fondente (o più)

1 _Tostare le mandorle sgusciate per circa 20 min in forno ventilato a 180 gradi;

2 _Tagliuzzare grossolanamente le mandorle con una mezzaluna;
3 _Amalgamare con le mani farina, zucchero, spezie, ammoniaca, scorzette di mandarini, cacao e caffè in polvere e poi aggiungere lo strutto e le uova e cominciare a lavorare bene l’impasto, incorporando il liquore e il latte e/o orzo per facilitare il processo di “presa”;
4 _Una volta che l’impasto risulta omogeneo, integro e ben lavorato fare dei rotolini di pasta da tagliuzzare in piccoli rettangoli irregolari e disporre il tutto su di una teglia per la cottura in forno a 180 gradi per circa 20-25 minuti;

 5 _Lasciar raffreddare i dolcetti appena cotti e nel frattempo preparare la glassa cuocendo in un pentolino a fuoco lento acqua, zucchero, cacao e cioccolato fondente;

  6 _Immergere i dolcetti nella glassa super, iper e mega cioccolatosa, disporre su di un vassoio con della cartaforno e lasciar raffreddare ed indurire;

  7 _ Assaggiare, assaggiare e assaggiare queste piccole e dolci delizie!

Conservare gli Scaiozzi in un luogo fresco e asciutto, in un contenitore di latta o di vetro. Gustare in ogni momento della giornata. Lasciarsi avvolgere dalla loro intrigante bontà. E sperare che arrivino a Natale!

Un augurio per un felice Natale!

Enjoy!

 

Credits [Thanks to]:
Chef executive: Giulia De Ceglie [+ Alessia Tricarico]
Ph: Laura Grasso [+ Alessia Tricarico]

 

Ma la sera a casa di Giulia: #SCAIOZZI

#WISH(ma molto wish)LIST

Il grande classico intramontabile delle blogger, fashion e non, è sicuramente la wish list, che sia natalizia, di compleanno, di anniversario, di laurea, di onomastico…l’importante è che sia wish, cool, top e assolutamente non cheap! E così, cavalcando l’onda della conformazione di massa che comporta l’inizio di qualsiasi blog che si rispetti, ecco anche la mia di wish list, poco cheap e molto wish, per i regali natalizi desiderati!

Che sia di spunto per le persone a me vicine che forse casualmente capiteranno sul mio blog (e che hanno intenzione di farmi un regalo), che sia di auspicio per le scelte del mio ragazzo (anche se probabilmente la ha già impressa a caratteri cubitali nella sua mente), che sia una base di partenza verso la conoscenza del mio lato frivolo e materialista al mondo intero!

Caro Babbo natale, quest’anno vorrei salute, pace, amore, gioia infinita e:


• 1 ANELLI PANDORA _Due modelli semplici ed eleganti, da combinare o portare separatamente, rigorosamente in argento e made in Italy, con un raffinato design a prezzi accessibili.

• 2 BRACCIALE DODO by POMELLATO _Sarebbe l’ennesimo, ma sempre gradito, dato che un po’ di tempo fa ho perso il braccialetto con granelli e pepita d’argento.

• 3 CELINE MARTA SUNGLASSES  _Modello da vampona, per coprire le occhiaie e gli occhioni, ma anche gli zigomi e le guanciotte, essendo questo un modello XXL dal gusto eccessivo ma classico ed elegante. So chic.

• 4 MASCARA PUSH UP DRAMA by MAYBELLINE _Adoro indiscutibilmente e indissolubilmente i mascara Maybelline, e ogni volta che un loro nuovo mascara viene immesso sul mercato nazionale io lo compro (sono come una droga); se sono all’estero, vado alla ricerca del prodotto non in vendita in Italia. Credo siano i migliori disponibili sul mercato, almeno per il mio tipo di ciglia (chiare, dritte e corte, avete presente?!) e credo facciano un baffo a Hypnose vari di Lancome e al best seller di Benefit They’re Real. Il Push Up Drama però sarà disponibile in Italia pare solo a partire da Gennaio, quindi se la cara e vecchia Befana vorrà portarmi in dono un qualcosa che non sia carbone nero (vegetale, dolce, in compresse o tisane, sotto forma di croissant o di pane o di “pizza bianca” romana che ormai è divenuta nera…), ecco servitale su un piatto d’argento una valida idea.

• 5 DEER LUSH by NEVE COSMETICS _Adulazione perpetua dei mascara Maybelline a parte, non posso non desiderare di provare il nuovo prodotto sfornato dalla cara e dolce casa cosmetica di Neve Cosmetics: il Deer Lush defining mascara, il mascara vegano per occhi da cerbiatto, nonchè il secondo mascara prodotto da Neve. Lo scovolino rigido promette bene e anche la nuova formula, essendo più fluida e omogenea rispetto a quella del tanto agognato Occhioni, che purtroppo deluse all’epoca le mie alte aspettative.

• 6 ERASE PASTE by BENEFIT _Un signor correttore. Tra l’altro aranciato. E quindi perfetto per camuffare gli occhietti da panda. Con un solo picchiettio di anulare è in grado di occultare anche le occhiaie violacee più tenaci e più dure a desistere. Si, lo voglio.

• 7 REVE DE MIEL LIP BALM by NUXE _ Di lui si parla solo bene. Bene? No, che dico! Benissimo!!! E’ il must have dell’inverno, in qualsiasi luogo del mondo lo si affronti. Naturale e ultra nutriente per rimpolpare le labbra screpolate più degradate, questo balsamo protettivo per le labbra pare sia davvero da Oscar.

• 8 BARE MINERALS COMPLEXION RESCUE _Crema gel idratante colorata SPF30, insomma, per parlare potabile (come direbbe il mio amico Marco), una BB cream, dalla texture leggera e luminosa, che illumina l’incarnato donando un tocco di immediata freschezza e non appesantisce il volto creando uno strato pesante e mascheroso. La sto provando in questi giorni grazie ad un campioncino made in Sephora e la trovo decisamente di mio gradimento.

• 9 FOREO TOOTHBRUSH _Bello, è bello. Ma design figo e varietà di colori a parte, questo pezzo di silicone non è solo da esposizione per la sala da bagno: è un vero e proprio spazzolino elettrico e si usa per la pulizia dentale quotidiana per assicurare denti più bianchi, bocca più sana e un sorriso smagliante.

• 10 EAMES PLASTIC SIDE CHAIR by VITRA _Una sedia Vitra è per sempre. Altro che diamanti. Per noi Architetti quel che resta davvero è un pezzo di design che ha fatto la storia, promulgando dittature di stile. Stupenda, dalle forme essenziali ed eleganti, rigorosamente bianca.

• 11 MINIM+AID by NENDO for SUGITA ACE _Design giapponese impeccabile nato con un intento aulico ed esemplare, ossia come kit di sopravvivenza per emergenze a seguito di catastrofi naturali come i terremoti. Si ispira al “tubo” che gli Architetti portano come macigno sulle proprie spalle per contenere le tavole di progetto. La forma è quella ma l’essenza è versatile e multifunzionale. Nulla vieta che possa diventare un kit di sopravvivenza per le notti insonni in ufficio o per i sopralluoghi infiniti che ci troviamo costretti a fare. Perchè anche in questo caso si può parlare di emergenza abitativa. Scherzi a parte, un plauso alle menti smart dei giapponesi che si ingegnano a cercare nell’essenziale un’utilità estremamente sociale ed elegante.

• 12 PORTAFOGLI PRADA  _Pink everywhere. Ma questo è un pink strong, con note di pesca. Ed è Prada. Fascinoso, semplice, pratico ed elegante. Made in Italy. Peccato costi più della sedia. E peccato che mi piaccia più della sedia.

• 13 LE PLIAGE NYLON by LONGCHAMP _Last but not least, la borsa più pratica, comoda e di una classe intramontabile di tutto il pianeta: la Longchamp, nera e con i manici in cuoio. Una ever green. Da quando acquistai la prima (colorata), non fui mai in grado di separarmene. Creano dipendenza. Evitare l’uso prolungato.

Ma soprattutto I WISH YOU A MERRY, MERRY, MA MOLTO MERRY, CHRISTMAS!

 

#WISH(ma molto wish)LIST

#PerchèUnBlog?

Perché se non ce l’hai (un blog), non sei nessuno.

Perché oramai è uno status quo e se magari un giorno aboliranno l’albo degli Architetti (ma magari!), sicuramente questo sarà soppiantato dall’albo delle Blogger.
Perché anche se odio le borse Michael Kors, le Smith e i jeans strappati, ho anch’io un fidanzato “fotografo” che asseconda le mie passioni.
Perché adoro il rosa, i cupcakes, i fiocchi, i cuori e le perle.
Perché non ho una Yankee Candle e non faccio acquisti maniacali su Asos, ma ho anch’io tradito Mr Darcy per Mr Big per poi subire il fascino di Mr Grey.
Perchè Tiffany è stata la mia seconda casa.
Perché anch’io non sarò mai assuefatta da Sephora, Ikea, Tiger, H&M, Zara, Primark…
Perché ho imparato a resistere all’impulso del primo morso per scattare una foto di una pietanza fumante da postare su Instagram.
Perché per gli amici sono TricAdvisor (Tricarico è il mio cognome).
Perchè fa figo hashtaggare una foto con #blogger , #vitadablogger … e chi più ne ha, più ne metta.
Perché non sono figa abbastanza, ma mi gratifica fingere di esserlo.
Perché ho due lauree e mi nutro di libri, ma ho anche un lato profondamente frivolo e femminile.
Perché l’architettura ha dominato la mia vita per anni prosciugando le mie energie ed ora è arrivato il momento di divagare un po’.
Perché la leggerezza (mentale) è il sapore della vita.
Perché l’Insalata Bionda degli albori e la Clio Make Up di sempre hanno creato in me dipendenza.
Perchè Carrie è la mia musa ispiratrice.
Perchè la Lucarelli docet.
Perché da piccola volevo fare la scrittrice.
Perché da grande vorrei scrivere un libro.
Perché credo che sia una vetrina sul mondo.
Perchè non posso esimermi dal dire, sempre, la mia (opinione).
Perché forse, correttore automatico a parte, sarò in grado di scrivere qualcosa che non sia grammaticalmente scorretto, giovando di ipotetiche licenze poetiche.
Perché amo l’ironia, anche se con un pizzico di genuina polemica.
Perché sono un’inguaribile romantica, sognatrice ma con le punte dei piedi per terra.
Perchè esigo un mio piccolo spazio personale, in questo enorme marasma virtuale.
Perché non mi piace espormi ed essere al centro dell’attenzione, ma io ci provo lo stesso.
Perchè una bionda piccola è come il nero: sta bene con tutto.
Perché seguo la moda, ma non troppo.
Perché blogger si diventa.
Perché condividere è (oramai) vita.
E voi perché avete un blog?

 

#PerchèUnBlog?

#ChristmasTime

 

Il momento più magico e più atteso di ogni anno è arrivato: i giorni che precedono il Natale sono sicuramente fantasticamente speciali, colmi e intrisi di quell’atmosfera prenatalizia che ci riempie gli occhi e il cuore di gioia, di dolcezza e di bontà. Perché è vero che a Natale siamo tutti più buoni, ma è anche vero che con l’avvento dei social network siamo forse più stimolati a cercare di esserlo e di dimostrarlo, a cercare di realizzare addobbi meravigliosamente creativi, con la speranza che siano i più belli del web. Ma la bellezza, quella vera, sta nelle semplici cose, quelle fatte con il cuore, con passione e tradizione.

  L’albero di Natale di sempre

  Il fiocco_perlato: il mio addobbo preferito

Ecco che, come da tradizione, il maestoso albero di Natale, a casa mia (quella dei miei genitori) non può mancare! Quest’anno si è optato per dell’addobbo monocromo_total silver, ritmato da un’intermittenza di luci sia argento sia dorate. E almeno in casa si scalda l’atmosfera, dato che qui a Gallipoli, nel cuore del Salento, il clima non ci aiuta essendo sempre e ancora alte le temperature.

   Il mare d’inverno_Gallipoli

Qui infatti, piuttosto che sperare in un bianco Natale, confidiamo nella possibilità mica remota di fare un tuffo anche a Dicembre!

Alte le temperature sono pure quelle dell’olio per friggere queste meravigliose creature: le Pittule, semplice e tipico piatto della tradizione salentina che accompagna le festività natalizie e riempie le nostre bocche di croccante bontà!

  Le mitiche Pittule salentine

E se negli anni passati, in questo periodo, mi ritrovavo catapultata in nordiche e gelide realtà europee, a perdermi tra le miriadi di casette in legno dei mercatini natalizi della Germania o della Francia, quest’anno mi ritrovo qui, al mare e a casa, a pregustare un caldo Natale, nel vero senso della parola!

Nella Capitale invece, mia città adottiva da più di dieci anni, qualche giorno fa il clima era ancora mite e ci si preparava a riscaldare l’atmosfera così:

   L’albero di Natale di Palazzo Fendi, sempre fantastco

  Stazione Tiburtina: less is more


 
La Coin e i dolcetti della Caffarel

 

 Ikea e i suoi fedeli gingerbread!

   Il delizioso Panettoncino L’Altro Mercato

   Le shopper natalizie di Oviesse troppo carine


Con l’augurio che ogni vostro attimo prenatalizio sia magico e ricco di momenti amorevolmente deliziosi, spero che questo mio primo post abbia scaldato l’atmosfera, anche qui sul mio blog.

Perché blogger non si nasce, si diventa!

 

#ChristmasTime